Sicurezza
Enrico Mariotti, a Barcellona da ex
Il difensore del Cgc: «Loro sono la squadra da battere, ma noi ci proveremo...»
VIAREGGIO. E’ stato il primo giocatore italiano della storia a vestire la storica maglia blaugrana del Barcellona. Enrico Mariotti, oggi difensore del Cgc, ha militato nella squadra catalana nelle stagioni 96-99 conquistando la Coppa Campioni (sua la rete decisiva , quella del 4-3, con la quale gli spagnoli sconfissero il Porto nella finale del ’96), una Coppa Intercontinentale, una SuperCoppa Europea e due Ligas Espanolas. Dieci titoli italiani, dieci Coppe Italia, coppa di Lega e due supercoppe italiane e, ancora, due Champions e due coppe intercontinentali, sei coppe Cers, ma soprattutto due volte campione mondiale (a La Coruna nel ’88 e a Lodi nel ’90), due argenti e un bronzo mondiali ed infine, a livello europeo, un oro e due argenti, un bronzo alle olimpiadi di Barcellona, miglior marcatore della Champions League con il Prato nel 2004, stecca d’oro del campionato italiano quando con il Seregno nel ’90 realizzò 94 reti lo collocano a pieno titolo fra i fuoriclasse del rotellismo mondiale.
Cosa significa aver giocato nel Barcellona?
«Per la sua organizzazione, per le cinque sezioni che continuano ad ottenere brillanti risultati a dispetto della crisi economica in atto, è una società a dir poco unica, con la quale non è possibile fare alcun paragone. Giocare in quel club è come toccare il cielo con un dito e il solo pensiero di poterci giocare e di contribuire a raggiungere certi obiettivi è davvero straordinario. Con il Barcellona cogli certe sfumature , delicate e fini, che non ti puoi immaginare».
E’ un confronto molto delicato per il Centro che è a solo un punto di distanza dai blaugrana.
«E’chiaro che sono la squadra da battere, ma formazioni extraterrestri non ve ne sono. Però per superarlo occorrono un mix di fattori che non è facile ottenere. Noi siamo reduci da una serie di prove convincenti, positive mentre loro hanno incassato la battuta d’arresto con l’Igualada. Credo che tutto sia possibile».
Sarete seguiti da tanti tifosi pronti a colorare il Paluablaugramna di bandiere bianconere…
«Avere l’apporto di un pubblico come quello bianconero è fondamentale ma credo che tutto dipenderà da noi in pista. Il modo di giocare del Barcellona è lo stesso sia che giochi fuori che in casa e per questo sarà importante non farsi intimorire, giocare come sappiamo e sfruttare le nostre caratteristiche. La qualificazione alla final eigjht è ancora possibile».
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