Gioco
Cascione, la fantasia di Zemanlandia
Il giocatore viareggino si scopre mezz’ala (e goleador) grazie agli schemi dell’allenatore boemo. E il Pescara punta alla A
VIAREGGIO
Non è mai troppo tardi per divertirsi. Al luna park ci vanno i bambini, a Zemanlandia i giocatori che hanno piedi buoni e tanta voglia di mettere in pratica un calcio - quello che l'allenatore boemo porta avanti fiero e convinto - tutto particolare, dove prima si pensa ad attaccare e poi a difendere. E tra molti giovani adulti che Zeman sta tirando su, c'è anche chi non ha bisogno di essere coltivato, perché già il suo processo di maturazione lo ha già portato a compimento. Emmanuel Cascione, ormai prossimo ai 29 anni, sta vivendo un momento particolarmente positivo, probabilmente uno dei migliori di una carriera che lo ha visto girovagare tra Pistoia, Rimini e Reggio Calabria, con alterne fortune e qualche occasione mancata, ma non per colpa sua. A Pescara adesso Emmanuel è felice, perché gioca e segna (addirittura quattro le reti segnate in campionato sino ad ora). Il merito? Proprio di Zeman, che dopo averlo provato come regista, lo ha messo a fare la mezz'ala, con licenza di inserirsi ed attaccare gli spazi il più possibile, perché anche i centrocampisti devono partecipare costantemente all'azione offensiva, secondo i dettami del boemo. Emmanuel, con questo nuovo ruolo ti stai esprimendo come mai sino ad ora. Merito di Zeman? «Certamente sì, perché tutti gli allenatori che avevo avuto in passato, come Mazzarri, Ficcadenti, Ulivieri e Di Francesco, mi avevano tutti utilizzato come centrale davanti alla difesa, mentre adesso Zeman mi schiera in posizione più defilata, lasciandomi libero di propormi in avanti». Ecco, i metodi di Zeman. Ma è davvero così complicato capirli e poi applicarli? «Non più di altri allenatori. Lui vuole che la squadra pensi prima di tutto a fare gol, senza troppi fronzoli. E' chiaro che per applicare il suo calcio bisogna essere sempre al top della condizione». Ed è proprio grazie a questa spiccata attitudine offensiva che te come altri giocatori state tenendo un rendimento altissimo.
«I vari Insigne, Immobile, Verratti sono destinati a fare carriera, ma oltre a loro c'è gente come Sansovini e Kone che ci sta dando una grandissima mano per il nostro obiettivo». Ti riferisci alla Serie A? «Arrivati a questo punto del campionato, vista la posizione in classifica, non vogliamo tirarci indietro. Ad inizio stagione eravamo partiti non dico per salvarci, ma di certo non con l'ambizione di salire di categoria. Nel dna di Zeman, comunque, c'è la voglia di puntare sempre al massimo». Questa fase di splendore è arrivata a 28 anni per te. Significa che il passato ti ha lasciato qualche rimpianto? «Forse a Reggio Calabria sì, perché dopo esser stato fuori per cinque mesi a causa di un infortunio, non ho più avuto modo di trovare spazio e nemmeno io so il perché. Per il resto ho ricordi positivi delle mie esperienze, specie quella al Rimini».
Ma in un domani lontano c'è la possibilità che tu vesta la maglia del Viareggio? «Lo spero. Sarebbe un sogno. E' la squadra della mia città, e so che si risolleverà nonostante le attuali difficoltà. Magari se non tornerò da giocatore, lo farò da allenatore...».
Gabriele Noli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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