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L’hockey piange Milviano Lazzari, pioniere dell’Spv

L’hockey piange Milviano Lazzari, pioniere dell’Spv

VIAREGGIO Con la scomparsa di Milviano Lazzari l’hockey viareggino, quello giocato nel periodo post bellico e soprattutto negli anni Cinquanta, perde uno dei suoi più noti protagonisti. Erano i tempi...

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VIAREGGIO

Con la scomparsa di Milviano Lazzari l’hockey viareggino, quello giocato nel periodo post bellico e soprattutto negli anni Cinquanta, perde uno dei suoi più noti protagonisti. Erano i tempi dell’Spv, la squadra con la mitica maglia rossa di lana e la “V” nera grande, il cui presidente inizialmente era Torquato Bresciani ( in seguito massimo dirigente del Cgc). La squadra viareggina all’epoca schierava, tra gli altri, il portiere Salvatore Pezzini, Guido Serra Lopez, Angelino Brotini, Alfredo Cupisti, Lendro Bruzzesi, i fratelli Milviano e Vincenzo Lazzari, Roberto Minniti, Aldo Bargellini.

Furono quelli tempi eroici per il rotellismo viareggino: la pista del Pino sul tetto ospitava non solo gli incontri di hockey ma anche gare regionali e nazionali di rilievo e spettacoli di pattinaggio di grande richiamo come quelli sapientemente organizzati dal maestro Odoacre Cavallari. Tra le atlete c’erano Licia Barsanti, Franca Caprili, Giovanna Del Magro (sorella del noto otorinolaringoiatra Danilo), Bianca Rocca, Maria Paternò, Emma Donzelli, Licia Bianconi e poi Mimma Verdinois, Paola Leonardi, Anna Bertuccelli, Anna Bianca Dolfi e Donatella Sinatra, Franca Caprili.

In campo maschile , nella specialità corsa, si mettevano in evidenza Alfredo Cupisti che si aggiudicava, nei campionati provinciali e regionali, i mt 300, 3000, 5000 mentre Creso Bacherotti primeggiava nei 1500. L’Spv di quegli anni cinquanta era una squadra davvero “massiccia” e il giovanissimo Milviano Lazzari, il “carro d’assalto” della compagine viareggina come lo definì il Tirreno nel marzo del ‘52 , divenne protagonista di epiche battaglie come i confronti con il Pistoia, Mens Sana Siena o quella con la Triestina , in serie B nel 57.

Milviano l’ha sempre ricordata con un grande sorriso perché il giocatore rossonero fu protagonista di un episodio davvero curioso: «Nel primo tempo – amava ricordare - mi uscì il tampone dal pattino e, dopo averlo recuperato, lo gettai in porta alle spalle del nostro portiere. Fu una partita piuttosto nervosa, dura e , prima della ripresa della gara, rientrai in pista per recuperarlo. Fui accolto da offese di ogni genere anche da parte di parecchie donne; mi girai e incominciai a tirare al loro indirizzo parecchi baci che finirono per irritare maggiormente i tifosi triestini. A fine gara, ci fu parecchia confusione e fummo costretti a raggiungere la stazione in taxi. Li però ci aspettavano degli scalmanati che tentarono di aggredirci. Fecero però male i conti perché li picchiammo di brutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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