Lutto
Musacci nuovo re di Parma «Rinato con Donadoni»
Il centrocampista viareggino ha trovato spazio nella formazione ducale grazie all’arrivo del nuovo tecnico: «Con Colomba giocavano sempre gli stessi...»
di Gabriele Noli
VIAREGGIO
Nel circolo dei viareggini che si sono affermati in Serie A, adesso, non ci sono più soltanto Andrea Masiello e Daniele Mannini: dopo qualche apparizione sporadica, Gianluca Musacci ha usato bene il jolly che il nuovo allenatore del Parma, Roberto Donadoni, gli ha regalato. Contro il Siena, domenica, ha dimostrato di meritare qualcosa di più delle tante panchine e di quattro gettoni a basso minutaggio. Con Franco Colomba per il talento viareggino, che il 1° aprile compirà 25 anni, di spazio ce n'era ben poco. Donadoni, invece, che la guida del Parma l'ha presa agli inizi della scorsa settimana, l'ha subito buttato nella mischia, affidandogli le chiavi del centrocampo.
Gianluca, Donadoni al suo arrivo ti ha subito dato fiducia. E tu gliel'hai ripagata...
«Mi sono subito trovato benissimo con lui: già dai primi allenamenti ho capito cosa voleva da me e dalla squadra, nonostante ci fosse solo una settimana di tempo per preparare la gara col Siena. È un tecnico che predilige un gioco aggressivo. Se abbiamo vinto domenica, il merito è anche suo».
L'impressione è che con Donadoni i giovani come te vengano presi maggiormente in considerazione.
«Con Colomba, a prescindere dai risultati, a scendere in campo erano sempre gli stessi. Con lui, invece, ci sono molte più possibilità di giocare, anche perché l'unico suo riferimento è il lavoro settimanale».
Il merito della tua apparizione a San Siro contro l'Inter, però, è di Colomba...
«Per me giocare in quello stadio è stato impagabile. Non ce n'è un altro che possa regalare emozioni simili, anche se io ho 24 anni suonati ed il tempo di emozionarmi per me è finito...»
Il numero di maglia che porti sulle spalle è il 24. C'è un motivo preciso?
«Sì. È il giorno in cui ho sposato mia moglie».
Masiello e Mannini ormai da anni militano in serie A: adesso sembra che sia arrivato il tuo momento. Speravi che potesse accadere prima?
«In passato ho fatto una scelta: rimanere ad Empoli. È con quella squadra che ho esordito in A, poi retrocedemmo, ma decisi di rimanere comunque lì. Magari fossi andato altrove a quest'ora avrei disputato ben più di sette partite. Comunque sono contento, perché volevo arrivare anch'io nel giro dei grandi viareggini, anche perché siamo cresciuti tutti assieme nel National, quindi per me questo è un grande orgoglio».
Nel tuo futuro c'è ancora il Parma?
«Io spero che la società a fine stagione mi riscatti. Sto talmente bene qui che se potessi ci rimarrei sino al termine della mia carriera. Ho trovato una tranquillità che prima non avevo».
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