Toscana
Forte, se il tennis conquista la tv
Sergio Marrai ripercorre i successi dei suoi ragazzi del Tennis Italia nella serie A. Complimenti anche da Bertolucci
di Corrado Benzio
FORTE DEI MARMI
Con 44 campi da tennis su una popolazione, invernale, che non supera i 6mila residenti, Forte dei Marmi è la capitale italiana del tennis.
Un dato che non va dimenticato quando si ricorda e si racconta della squadra del circolo Tennis Italia arrivata alla finalissima dello scudetto a squadre. In una partita persa contro il Rovereto.
L’artefice dellì’impresa è stato Sergio Marrai, l’uomo che in Versilia impersona il tennis. Ma perchè – se Forte e la Versilia sono capitali del tennis – solo in questi anni si sono raggiunti certi traguardi?
«Perchè per decenni i circoli non sono stati altro che degli affittacampi, senza alcuna offesa per nessuno. Si faceva attività promozionale, magari insegnando alle scuole. Poi si facevano lezioni privati e poi si affittavano i campi. La Versilia, parlo dagli anni Cinquanta in poi, è stata popolata di ragazzini, adulti e signore che in divisa bianca immacolata inforcavano la bici e con la racchetta sul cestino venivano a giocare nei circoli. Manco si cambiavano negli spogliatoi. Era estate e dopo si andava direttamente al mare e ci si lavava sotto la doccia.
Tempi da sapore di mare. Ma allora questo exploit agonistico, dove nasce?
«Sono 25 anni, da quando lavoro a Forte che abbiamo deciso di pensare alla fase agonistica. Nel 1986 abbiamo iniziato, l’anno dopo nel 1987 siamo arrivati alla serie B. Intanto facevamo crescere i nostri giovani. La serie A è stata di fatto l’evoluzione finale di questo lavoro. Fatto, va ricordato, senza avere grandissime potenzialità economiche. Ma con sacrifici, con giocatori cresciuti qui da noi . E con l’inserimento di giocatori stranieri di qualità, ma senza fare follie economiche. Pensiamo allo straniero Olaso.
Secondi ai campionati nazionale: cosa ha detto Paolo Bertolucci, un versiliese che ha portato a casa l’unica Coppa Davis vinta dall’Italia in oltre un secolo di manifestazione?
«Ci ha chiamati, ci ha fatto i complimenti e si è detto felicissimo di questo nostro successo. Oggi Forte è all’avanguardia in due sport, nel tennis e nell’hockey. Quest’ultimo ha forse meno rilevanza nazionale, ma certo il tennis è uno sport molto praticato. Con 300mila tesserati è la terza federazione in Italia. La nostra squadra ha avuto pagine sui giornali, ore ed ore su Sky. In Trentino avevamo oltre 100 tifosi al seguito. Tutto merito del nostro spirito di sacrificio.
A quando un grande torneo in Versilia?
«C’è anche l’impianto ad hoc, quello di Viareggio. Basterebbe poco per portarlo a 2000 spettatori e organizzare e un torneo da 15mila dollari e ripartire. Purtroppo quello del grande tennis di cui la Versilia è stata pioniera è un treno che abbiamo perso.
«Del resto il tennis di Viareggio, costruito prima del Foro Italico è lì fermo, a Focette per volontà di Baldini che voleva costruirci case e negozi è tutto chiuso da anni.
Eppure te sei stato un gestore di quel circolo glorioso.
«Li ho lasciato il cuore. Era una struttura intorno alla quale girava tutta Focette. Purtroppo non solo lì si vogliono chiudere i campi per costruire ville e villette.
E oggi da te chi viene a giocare?
«Tanti amici, da Preziosi presidente del Genoa a Bettarini, dal figlio di Galliani ai vip della moda italiana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA7
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