Fabio Nari conquista altri due ori in Coppa
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Fabio Nari L'atleta pietrasantino miete successi nel paraciclismo
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PIETRASANTA. Si conclude con un doppio successo nelle due ultime gare di Coppa Europa la stagione del pietrasantino Fabio Nari, assoluto protagonista nella disciplina del 'paraciclismo'. Due successi, prima a Verolanuova in provincia di Brescia, e successivamente a Praga, che proiettano lo stesso Nari nell'Olimpo dei grandi del continente nella sua categoria - sesto nella graduatoria assoluta, - e che ancora una volta dimostrano che la volontà, abbinata ovviamente al talento e all'attitudine agonistica, possono fare molto nella rinascita di una persona. Una storia, quella di Fabio, che vive il suo epilogo, più drammatico, nel 2005. «Andavo in bicicletta, la mia passione da sempre, alternando salite e discese dalle parti di Capriglia. Ed è su quei tornanti che mi sono scontrato con un altro ciclista; la sua testa finì per impattare contro la mia carotide. I primi riscontri non furono particolarmente allarmanti, anzi. Ma era solo illusione, falsi segnali; 6 giorni dopo il mio organismo andò in tilt, completo. Si staccò un embolo. "Impossibile prevederlo", dissero i medici. Impietosa la diagnosi "emiparesi della parte sinistra" ed un destino segnato: quello di vedersi relegato su una carrozzina" racconta Nari. Ma la volontà e la forza d'animo in taluni casi possono molto: Fabio è prima tornato a camminare, appoggiandosi ad un bastone, e poi, grazie a mille altri sacrifici, è salito su un'triciclo' (specialità paraolimpica) e ha cominciato a pedalare ogni giorno fino al punto di aggiudicarsi, nel 2010, il titolo di campione d'Italia, a Treviso. Il resto è storia di oggi: le due maglie tricolori vinte nel mese di giugno, a Paternò, in Sicilia, nelle gare a cronometro e su strada, i due primi posti in altrettante tappe della Coppa Europa, l'impresa di arrivare fino a S.Anna, nel giorno dell'omaggio alle vittime della furia nazista, " davvero difficile salire così in alto, potendo contare solo su un braccio e ad una gamba, ma alla fine ce l'ho fatta ed ero felice" racconta Nari che per le sue imprese e il suo allenamento quotidiano intende ringraziare " Paolo Pelliccioni, Riccardo Tonacchera, Mons.Stefano D'Atri e Sara Aliboni". Andata agli archivi la stagione 2011 è già tempo di nuovi allenamenti. " Il calendario di impegni ripartirà in primavera: dovrò farmi trovare pronto" chiosa Nari che da una tragedia, personale, è riuscito a ripartire come uomo e come atleta. L.B.
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