Il Viareggio deferito per il caso Benevento
Roy Lepore
La società ottimista: «Siamo sereni, nessun nostro tesserato è stato chiamato in causa»
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VIAREGGIO. C'è anche il Viareggio fra i 18 clubs e i 26 giocatori che sono stati deferiti nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse dalla Procura della Repubblica di Cremona. Nessun tesserato della società figura nell'elenco, quindi viene definitivamente stralciata la posizione di Simone Malacarne il cui nome fu tirato in ballo per essere stato compagno di squadra l'anno scorso nella Cremonese del portiere Marco Paoloni poi passato al Benevento. Malacarne fin dal primo momento aveva sempre dichiarato di non avere avuto contatti con nessuno e non è emersa nessuna intercettazione telefonica che lo vedesse coinvolto. «Per la nostra società questo è un fatto molto importante - dice Stefano Dinelli, che detiene il 50% delle quote azionarie del Viareggio. Ci siamo ritrovati in mezzo a questa vicenda per il fatto che uno dei personaggi coinvolti, Gianfranco Parlato è amico dell'ex tecnico, Giuseppe Scienza ed è stato accostato al Viareggio. Lo abbiamo sempre detto che è andato in ritiro, ma una volta terminato, non è stato tesserato, perchè avevamo un nostro staff». L'avvocato Cristiano Baroni, che cura gli interessi del Viareggio, assieme al collega, Giampaolo Giannecchini ha evidenziato che la società deferita nell'ambito dell'inchiesta «non è al corrente di eventuali attività illecite poste in essere tanto meno a vantaggio della società stessa da collaboratori di fatto» ed ha espresso «ottimismo e fiducia oltre alla consapevolezza di aver sempre agito nel massimo rispetto della morale e delle norme della giustizia sportiva, di provare che, se qualche illecito è stato commesso, ciò è avvenuto senza che suoi dirigenti ne sapessero assolutamente nulla ed in ogni caso non a vantaggio, ma contro l'interesse della società stessa. La società si riserva ogni ulteriore valutazione all'esito dell'esame integrale degli atti raccolti dalla Procura Federale. L'Esperia ritiene già parzialmente riconosciuta la propria estraneità rispetto al capo d'imputazione formulato nei suoi confronti. L'accusa mossa» - hanno ribadito i due legali - «fa riferimento all'articolo 4 comma 5 del codice di giustizia sportiva in relazione all'ipotizzato illecito sportivo commesso da terzi estranei alla società in occasione della partita Benevento-Viareggio del 13-2-2011 terminata 2 a 2. Ma, appunto, per il Viareggio nessun tesserato agì per conto della società stessa». A questo punto quando inizierà il processo fissato per i primi del mese di agosto i legali e i dirigenti del Viareggio dovranno dimostrare la loro totale estraneità alla vicenda. Fra i rischi a cui può incorrere la società bianconera ci sono quelli di una eventuale ammenda e nella malaugurata delle ipotesi una penalizzazione, che sembrerebbe punizione troppo severa per il ruolo che ha avuto la società bianconera in questa complessa vicenda che ha coinvolto ancora una volta il calcio italiano. ALTRO SERVIZIO A PAG. 15
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