Sicurezza
Oh mia bella Madonnina...
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GIOIA GIALLOBLU. Lesultanza dei giocatori della Madonnina dopo la vittoria nella finalissima contro la Quercia Un gol di Menchini affonda la Quercia nei supplementari
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QUERCIA: 1 - MADONNINA: 2 QUERCIA (4-3-3): Salvadori; Lensi, Frediani, Pellegrini, Meucci (3' pts Barsotti); Lossi, A. Graziani, Sermattei (1' st Mathaj); Leonardi (12' pts Neri), R. Graziani, Alaimo. All. Prosperi. MADONNINA (3-4-1-2): Schiavone; Benedetti, Mazzone, Tognocchi; Viviani (31' st L. Menchini), Cerrai, Bigi, Ulivi (40' st Monteverdi, 4' sts Tarabella); Fra. Tosi; M. Menchini, Fed. Tosi. All. Tosi. ARBITRO: Carrara. RETI: 35' pt Francesco Tosi, 17' st Mathaj, 10' sts L. Menchini. NOTE: 500 spettatori circa. Ammoniti Pellegrini, Lossi (Quercia), Francesco Tosi (Madonnina). di Gabriele Noli QUERCETA. Fine dell'egemonia. La Madonnina scrive i titoli di coda sulla dittatura della Quercia e si aggiudica la quarantesima edizione del Torneo delle Contrade di Querceta (il quarto negli ultimi dieci anni). Avere in squadra gente come i due fratelli Tosi e Ulivi era un biglietto da visita non certo trascurabile, ma non certo sufficiente, da solo, per garantire un trionfo che da inaspettato si è invece concretizzato al termine di un match lungo addirittura 120 minuti. L'eroe di turno è Luca Menchini, entrato nel secondo tempo ed autore del gol decisivo al 10' del secondo tempo supplementare. Non solo Tosi. Federico è stato l'autentico mattatore della serata, in versione slalomista come se il "Buon Riposo" fosse diventato improvvisamente una pista da sci. Francesco, schierato in posizione più avanzata, da trequartista, ha fatto la differenza: passaggi illuminanti, inserimenti perfetti per movimenti e scelta di tempo. In più c'è il gol del momentaneo 1-0, segnato al 35' del primo tempo con un sinistro scaricato sotto la traversa dopo un batti e ribatti in area della Quercia. Ma sono stati anche altri, assieme ai Tosi, a prendersi la scena: Ulivi, vero e proprio pendolino sulla corsia di sinistra, Mazzone, muro invalicabile al centro della difesa, e poi Luca Menchini, un contradaiolo purosangue che, pur subentrando nella ripresa, ha trovato il modo di entrare nella storia di un torneo che per rivalità e campanilismi ha pochi uguali in Versilia. Quercia spuntata. La differenza tra Quercia e Madonnina, probabilmente, sta tutta nelle diametralmente opposte prove dei reparti d'attacco: se tra i gialloblu Menchini ed i fratelli Tosi hanno inciso in maniera netta sul match, di certo non si può scrivere altrettanto della Quercia, con Roberto Graziani abbandonato a se stesso, mentre sugli esterni Leonardi e Alaimo non sono praticamente mai pervenuti. L'illusorio pareggio di Mathaj è arrivato su una palla inattiva, con il neoentrato bravo a colpire di testa, battendo Schiavone. Ma per evitare il peggio, non è bastato. La Madonnina, dopo aver incassato il colpo, è ripartita a testa bassa, creando gioco e, soprattutto occasioni su occasioni, mostrando di essere più forte pure della sfortuna (palo di Matteo Menchini nel primo tempo supplementare). Poi, il gol di Luca Menchini, come dinamica simile a quello di Francesco Tosi - mischia in mezzo e ribattuta in rete con conclusione potente - manda in delirio una contrada che aspettava di tornare ad alzare il trofeo a distanza di tre anni. La Madonnina nell'ultimo decennio è stata l'unica, in quattro occasioni, ad interrompere il monologo della Quercia. E quest'anno l'ha fatto con merito, perché la prestazione offerta è stata di gran lunga superiore a quella degli avversari. Chapeau.
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