Il Tirreno

Versilia

PARLA BONANNI

«La difesa labronica non è impenetrabile»

G.N.

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 VIAREGGIO. Per quanto nel parquet la difesa si stia rivelando l'arma vincente, nelle parole un po' di spregiudicatezza offensiva ci vuole. Le dichiarazioni di Eugenio Bonanni, coach della Iodase, non appaiono assolutamente eclatanti o fuori luogo. Tutto secondo normalità. Ragiona da tecnico vincente, che ha una missione di un certo peso - portare la sua squadra alla finale dei playoff promozione - e che per farlo ha i mezzi necessari a disposizione.  Consapevolezza. È quella che in situazioni del genere non può e non deve mai mancare. Prima lo spavento per la sconfitta in gara 1, poi il sospiro di sollievo dopo aver vinto gara 2. E ora che tutto si deciderà in un match secco, senza più ulteriori appelli, a fare la differenza potrebbe essere il fattore psicologico. Bonanni si divide tra ciò che è ormai risaputo e ciò che invece, almeno all'apparenza, può rappresentare una specie di sorpresa che potrebbe rivelarsi molto utile, a giochi fatti: «Sabato abbiamo disputato un'ottima prova a livello difensivo, concedendo meno rispetto a mercoledì scorso, riuscendo a compensare i soliti problemi in fase offensiva, con i quali ormai conviviamo da tempo».  La mossa del coach. Gara 2 non è servita soltanto per proseguire in questa bella e stimolante avventura, ma anche per porre le basi di un possibile successo nel decisivo incontro di sabato. Perché Bonanni sembra aver trovato la mossa che potrebbe agevolare il compito della Iodase: «Durante le nostre azioni d'attacco ho notato che la difesa di Livorno non è poi così impenetrabile: ci sono alcune giocatrici statiche, che rimangono perennemente bloccate sotto canestro. È su questo punto che dovremo insistere per provare a segnare qualche punto in più».  Morale alle stelle. La Iodase è carica e pronta psicologicamente a quella che, a tutti gli effetti, rappresenta la partita più importante della stagione. E su una possibile paura di non arrivare in finale, Bonanni risponde convinto: «La paura, semmai, è quella di non arrivare in finale. E sarebbe un peccato qualora si verificasse questa eventualità, perché le ragazze hanno disputato un'annata di altissimo livello e si meriterebbero di raggiungere un traguardo così prestigioso».

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