La protesta
I PLAYOUT
Brondi al curaro contro l'arbitro
Simone Pierotti
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FORTE. «Alleno da quindici anni, tra giovanili e prime squadre, e non è mai stata mia abitudine parlare degli arbitri. Gradirei farlo anche questa volta, ma quando vedi certe cose...». Cade, insomma, un tabù di Stefano Brondi: l'allenatore del Forte dei Marmi proprio non può esimersi dal chiamare in causa il direttore di gara nell'analisi dello 0-0 nell'andata dei play-out contro il Quarrata. E non solo per il rosso sventolato ad Antoni dopo appena venti minuti. «Già al momento della chiama ha cercato di incutere timore, dimostrando poca personalità e poco coraggio. Ma non possiamo fare a meno dell'arbitro in una partita di calcio. Siamo stati in inferiorità numerica per oltre un'ora, sotto il sole: più di così, credo, non potevamo fare». Anche sotto di un uomo il Forte non ha smesso di spingere: «Abbiamo giocato con tre attaccanti per tutto l'incontro - prosegue Brondi - cercando di tamponare le loro ripartenze. E mi pare che siamo stati più pericolosi di loro, quanto a occasioni da rete». Sicuramente nella ripresa, specie dopo l'ingresso di Zaccanti al centro dell'attacco: «È una costante della nostra stagione: se là davanti abbiamo un giocatore al quale poterci appoggiare, i pericoli li creiamo. Purtroppo, con l'obbligo di schierare tre Under, devo fare delle scelte: Carpita in porta è indispensabile, Zaccanti si allena da venti giorni e ha non più di mezz'ora nelle gambe». Domenica, grazie ad un maggior rodaggio, l'attaccante italoargentino farà sicuramente comodo: il Forte ha bisogno disperato di fare gol, per non retrocedere, ed ha la vittoria come unico risultato a disposizione. «Per quanto loro siano una squadra quadrata - conclude Brondi - possiamo andare a Quarrata e vincere: abbiamo tutta la settimana per prepararci».
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