Il Tirreno

Versilia

Iodase al bivio, Bonanni dà la carica «Serve agonismo»

Gabriele Noli
<b>ANDATA.</b> Semplici in azione
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ANDATA. Semplici in azione

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 VIAREGGIO. Bivio. Parola secca, breve, che non dà spazio a mezze misure. Due sono le direzioni che si possono prendere. E spesso, una volta che ci si è decisi, non si torna più indietro. Succede quando si è per strada, alla guida, così come nello sport. Perchè dopo lunghi mesi di stagione regolare, si passa agli spareggi. Promozione o salvezza, poco importa il dettaglio, tanto il principio è sempre il solito.  Il bivio della Iodase arriva domenica, a partire dalle 17,30. Lontano da qui a dir la verità. Usmate Velate, comune a una manciata di kilometri da Monza. Sarà in questa cittadina della Brianza che le viareggine conosceranno il proprio destino: vincere, rimandando così il discorso qualificazione alla semifinale a settimana prossima, con gara 3 a Viareggio, o perdere, abbandonando così tutti i sogni promozione e concludendo anzitempo una stagione che negli ultimi tempi ha preso una brutta piega.  Perché cinque giorni fa, in gara 1, a vincere al "PalaZappelli" sono state le lombarde. Un po' perché hanno disputato la partita della vita, un po' perchè la Iodase non è stata all'altezza dei suoi livelli, imbroccando una di quelle giornate storte col rischio di doverle rimpiangere poi per chissà quanto tempo. Vero è che rimuginare troppo sul passato spesso non serve granchè, ma almeno capire dove, cosa e quanto si è sbagliato, è necessario.  Punto di metà settimana quindi. Un sorta di transizione tra ciò che è stato e ciò che sarà, o meglio, ciò che dovrà essere. Nell'ambiente Iodase la consapevolezza che quella di domenica sarà una gara di non ritorno c'è, anche se non siamo ancora ai livelli di pressione massima, ai limiti dell'esaurimento. Basta sentire le parole di coach Eugenio Bonanni. Chi meglio di lui può aiutarci per tastare il polso ad un malato, che si spera non sia terminale, chiamato Iodase? Lui è arrivato in corsa, ha sostituito Sandro Zucconi due giorni prima della Final Eight di Coppa Italia. Poco importa. Bonanni ha fatto suo il gruppo, come se lo avesse allenato sin da inizio stagione. Tanto da capire rapidamente cosa non sia funzionato domenica in gara 1: «Purtroppo abbiamo avuto problemi fisici rilevanti che ci hanno condizionato. Anche noi però ci abbiamo messo del nostro, con un approccio mentale troppo molle. Abbiamo pensato troppo alla tattica e meno all'agonismo». Voltare pagina, da subito. E allora, qual è la ricetta per vincere a Usmate? Eccola: «Dovremo anzitutto puntare ad un'ottima fase difensiva, che è il nostro punto di forza e allo stesso tempo cercare di togliere sicurezza alle nostre avversarie. Loro vanno spessissimo al tiro e quando riescono a realizzare parecchio, si gasano. Prediligono un basket semplice, quindi se capiamo dove e come stopparle, non dovrebbe essere difficile avere la meglio. Sono convinto che la differenza tra noi e Usmate sia di almeno 10 punti».

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di Redazione web