Il Tirreno

Versilia

Il sogno del Camaiore è aggrappato a Tosi

Simone Pierotti
<b>PROTAGONISTI.</b> Da Benedetti (a sinistra) &egrave; arrivato il passaggio decisivo per il gol di Tosi (a destra)
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PROTAGONISTI. Da Benedetti (a sinistra) è arrivato il passaggio decisivo per il gol di Tosi (a destra)

A Carpenedolo rete numero 21 per il bomber: «Andiamo avanti partita per partita»

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 CAMAIORE. Oramai riesce a far sembrare semplice consuetudine quello che in una partita di calcio è considerato il momento più alto e festoso: il gol. Segnando l'effimero vantaggio in quel di Carpenedolo, Federico Tosi è salito a quota 21 reti nel campionato di Serie D, rafforzando così la leadership nella classifica marcatori. E, con questo, i gol segnati in maglia bluamaranto diventano 52. In questa volata finale per i playoff, distanti appena un punto, il Camaiore si affiderà a lui. Esattamente come un anno fa, quando la squadra di Ciucci era in Eccellenza e si metteva in coda per l'ascensore che portava alla Serie D.  Federico, complimenti per il gol, intanto.  «Direi che il 33% del merito è di Benedetti per il passaggio, un altro 33% del portiere del Carpenedolo per l'errore e il restante 34% del sottoscritto per averla messa dentro. Sinceramente? Non me l'aspettavo di fare più gol di tutti in Serie D. A 31 anni, poi. Ma, come ho già detto altre volte, l'importante è che queste reti portino punti preziosi alla squadra».  Ecco: come giudichi quello di Carpenedolo?  «Con una vittoria la classifica sarebbe stata più sorridente, inutile nasconderlo. Però siamo ancora lì, ad un solo punto di distacco. Peccato, comunque, alla luce dei risultati delle altre concorrenti e vista la nostra prestazione: rispetto alle precedenti domeniche siamo passati per primi in vantaggio, contro una squadra che non merita certo quella classifica. Poi, una volta subìto il loro pareggio, abbiamo avuto qualche occasione per vincere».  Quella capitata sui tuoi piedi nei minuti di recupero, ad esempio?  «No, in realtà è stato Remedi a tirare. Se l'avesse messa dentro, a quest'ora ci ritroveremmo a commentare un'altra situazione di classifica. Ma non è giusto addossare tutte le colpe al ragazzo: dopo novanta minuti di corsa, su un terreno pesante e in un clima quasi estivo, è normale essere poco lucidi».  Dopo l'ipoteca sulla salvezza, assicuri i play-off, dato che le polizze sono il tuo pane quotidiano?  (ride) «Non si assicura un evento certo, altrimenti non si farebbero i contratti. Battute a parte, a questo punto dobbiamo solo pensare partita per partita. Con la consapevolezza che la lotta è aperta e che possiamo farcela».

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