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Versilia

Le bacchettate di Tosi: «Nel derby con Cascina una Quasar spenta»

Nicoletta Dati
<b>UNICO SUPERSTITE.</b> Pippo Taliani, il solo giocatore della Quasar che Tosi salverebbe
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UNICO SUPERSTITE. Pippo Taliani, il solo giocatore della Quasar che Tosi salverebbe

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 CAMAIORE. A cinque giornate dal termine con match tosti da affrontare, la Quasar Massa Versilia nella corsa ai play off per l'A2 di pallavolo, scivola in casa nel derby maledetto contro Cascina, formazione contro cui la Quasar non ha mai offerto prestazioni di livello durante questa stagione, uscendo sconfitta nei due confronti sempre al quarto set.  Su questo stop imprevisto è duro il tecnico Alessandro Tosi che ai sui lamenta soprattutto la mancanza di attributi. «Ogni volta che giochiamo con Cascina soffriamo - ha dichiarato il tecnico locale - Loro ci hanno messo carattere ed attributi, sono una squadra tosta. Noi eravamo in campo senza il mordente necessario. Solo nel secondo set abbiamo giocato ai nostri livelli (chiuso 25-13, ndr) e dopo abbiamo pensato di aver chiuso i conti e loro hanno vinto meritatamente».  Su tutto, quello che è sembrato andar peggio è stata la ricezione, peraltro a fronte di servizi non trascendentali.  «In realtà direi che abbiamo sofferto in battuta, ricezione e muro. Abbiamo sofferto quindi su tutti i fondamentali dove è necessaria l'aggressività di base».  Si può salvare qualcosa di una prestazione come quella offerta contro Cascina?  «La prestazione di Pippo Taliani (libero, ndr) che ha lottato e che si è arreso per ultimo. Forse ci sono altre cose da salvare ma ora, a caldo, non mi vengono in mente. L'unica è forse che almeno per questa stagione non incontreremo più Cascina».  Adesso sarà importante concentrarsi subito sulla prossima sfida.  «Ci siamo mangiati il bonus che avevamo guadagnato su Trebaseleghe (di nuovo appaiata alla Quasar al terzo posto che vale i playoff, ndr) ed ora dobbiamo ricominciare a lottare. Quello che è accaduto con Cascina, però, va tenuto bene a mente. Loro hanno lottato, ci hanno messo volontà e cattiveria agonistica, noi invece siamo scesi in campo con superbia e senza la giusta aggressività. La testa in questo gioco è fondamentale».

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