Il dolore
Il difensore di Marzocchino spera di ritornare in nerazzurro. Magari con Mou...
Sulla rotta Milano-Lecce
Simone Pierotti
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CON LA BENEDIZIONE DEL «MOU». La stretta di mano col grande Mourinho al debutto in Coppa Italia con la maglia dellInter DI CORSA CON GARGANO. Donati ingaggia una volata col centrocampista del Napoli Donati, dall'Inter ai salentini sognando l'azzurro
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VIAREGGIO. Luci a San Siro. Chissà se Giulio Donati, difensore versiliese del Lecce, annovera Roberto Vecchioni tra i suoi cantanti preferiti: quella canzone sembra scritta appositamente per lui. Prima il debutto in prima squadra con l'Inter, in Coppa Italia, in una fredda serata di dicembre. Poi, otto mesi dopo, il debutto in serie A. Ancora una partita in notturna, ancora la Scala del calcio, questa volta da ospite. Esordire contro i rossoneri è come giocare un derby per il neoleccese Giulio, cresciuto nell'Inter. Uno che ha vinto tre stracittadine su quattro nel campionato Primavera e che ha vestito di rossonero solo quando era alla Lucchese. A breve, poi, arriva un'altra, grande soddisfazione: la prima convocazione con la Nazionale Under 21 di Ciro Ferrara. Che non sarà quella maggiore, ma è pur sempre la seconda rappresentativa italiana per importanza. «Un anno positivo, quello che sta finendo - esordisce il ventunenne ragazzo del Marzocchino - non sarà facile incontrare le stesse gioie anche in quello che verrà». 29 agosto 2010. Milan-Lecce 4-0. Benvenuto in serie A, Giulio. «Brutta sconfitta, non c'è che dire. Risultato pesante. Eppure, secondo me, non tutto era da buttare. Il Lecce tornava nella massima serie ed affrontava una grande squadra, con i tifosi rossoneri euforici per l'acquisto di Ibrahimovic e Robinho». Per rivederti in campo c'è da aspettare la dodicesima giornata, poco più di un quarto d'ora dal termine a Udine: come mai? «Non so, il mister aveva preso queste decisioni. Scelte di natura tecnica, perché, per quanto mi riguarda, mi sono sempre impegnato e negli allenamenti non ho mai lasciato nulla di intentato. Poi, piano piano, mi ha dato sempre più spazio, facendomi giocare metà gara nella trasferta di Cagliari fino a darmi la maglia da titolare contro Genoa, Chievo e Napoli. Una volta chiamato in causa, ho provato a ripagare nel migliore dei modi la fiducia che mi aveva concesso». Borriello, Di Natale, Matri, Toni, Cavani: ne hai affrontati di bomber in appena sei partite in serie A. Chi è il migliore? «Borriello è quello che mi ha impressionato di più, ma mai quanto Pirlo. Penso, infatti, che sarà il Milan a vincere lo scudetto, è davvero ben attrezzato. Ai miei ex compagni interisti, invece, non posso far altro che augurare di raccogliere più punti nell'anno nuovo». A proposito di Inter: è arrivato Leonardo, ma si parla di un clamoroso ritorno per il prossimo anno di Mourinho che ha speso belle parole sul tuo conto. «Non conosco personalmente Leonardo, dell'altro non posso che parlarne in termini positivi. E non perché abbia, a sua volta, detto altrettanto di me. Mourinho è una persona come poche, bellissima, vera, schietta, tanto in campo come in altri contesti. Se potrebbe coincidere con un mio rientro all'Inter? Non so, io sono in prestito ed il Lecce a fine stagione può esercitare il diritto di riscatto della comproprietà. Adesso devo solo pensare a far bene qui in Salento, a giugno ne riparliamo». Dalla maglia nerazzurra a quella azzurra dell'Under 21: sensazioni? «Io avevo giocato anche in altre due nazionali giovanili e già questa era una grande emozione, figuriamoci quando è arrivata la convocazione da parte di Ciro Ferrara. Che bello, poi, portare sulle spalle la maglia numero due, indossata da tanti campioni. Insomma, un'esperienza davvero indimenticabile». In chiusura: qual è l'immagine più bella di questo anno ormai finito? «Dico il debutto in serie A. È vero, abbiamo perso 4-0, ma per me era la prima partita nel massimo campionato italiano: si realizzava, finalmente, un sogno inseguito fin da bambino. Una gioia immensa, come quella del debutto in prima squadra all'Inter ed in Nazionale. Sì, sarà davvero difficile ripetere una simile annata». (3 - fine)
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