La manifestazione
Il sogno di Daniele e un futuro ancora legato stretto alla società genovese
Mannini tutto Doria
Gabriele Noli
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GIOIA BLUCERCHIATA. Mannini segna un gol allUdinese DUELLO AD ALTA QUOTA. Mannini sfida Albertini di testa «Quel gol maledetto che ci costò la Champions»
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VIAREGGIO. Un sogno chiamato Champions League. Quello che la Sampdoria ha cercato e voluto per una stagione intera e che poi è sfumato nel giro di pochi minuti. La partita perfetta che diventa delusione cocente, per chi sperava di poter finalmente accedere a quella competizione tanto desiderata. 24 agosto 2010. Il giorno del dolore. Stadio "Luigi Ferraris" di Genova, Sampdoria-Werder Brema. Si gioca per il ritorno dei preliminari di Champions. I blucerchiati devono rimontare il 3-1 incassato in Germania. Spinti dal calore e dall'affetto del proprio pubblico, i ragazzi di Di Carlo sembrano riuscire nell'impresa. A pochi minuti dal termine, la Doria è avanti 3-0. Che vorrebbe dire qualificazione. Ma l'uomo nero non ha ancora fatto la sua comparsa su Marassi: è Markus Rosenberg, che con un diagonale trafigge Curci e pugnala la Genova blucerchiata. Si va ai supplementari. Ma la Samp non ne ha più. Pizarro segna il gol che manda in paradiso (ed in Champions) il Werder. Una ferita immensa. Che ancora fatica a rimarginarsi. Parole e ricordi di Daniele Mannini, esterno della Doria, che, se le cose quella sera fossero andate diversamente, sarebbe stato il secondo viareggino a giocare in Champions League dopo Alessandro Pierini. Amarcord pieno di rimpianti, per un'occasione che difficilmente si potrà ripetere. Daniele, la delusione è ancora molta per un traguardo così prestigioso, sfiorato all'ultimo... «È normale. Ci speravamo ed ormai pensavamo di avercela fatta. È stata una mazzata immensa, perché quando sei avanti 3-0 e prendi gol in pieno recupero poi sei distrutto mentalmente e reagire diventa difficile. Ma noi non abbiamo da rimproverarci niente, abbiamo fatto tutto il possibile, anche se non è bastato». A parte questa parentesi dolorosa che giudizio dai al 2010 della Samp? «Per il resto è stato un anno super positivo. Una partita non cancella di certo lo splendido campionato che abbiamo disputato lo scorso anno. Centrare il quarto posto per noi è stato un risultato storico e credo pressoché irripetibile, anche perchè la Samp non è squadra abituata a stare sempre cossì in alto in classifica. Questa stagione abbiamo incontrato qualche difficoltà in più, nonostante questo il nostro è un campionato abbastanza positivo. È vero che siamo usciti dall'Europa League, ma va anche detto che preparare tre partite in una settimana, tornando spesso il giovedì notte dalle trasferte di coppa è stato assai pesante». Pesante come l'assenza di Cassano? «Antonio si sa, è un giocatore importante. È normale che quanto successo tra lui e il presidente Garrone abbia fatto notizia. Questa vicenda ci ha senz'altro tolto un po' di serenità, non ci permetteva di lavorare con il massimo della tranquillità durante la settimana. In ogni caso i nostri punti ce li siamo conquistati anche senza di lui». Capitolo mercato. Alcune voci ti davano in partenza verso Roma, destinazione Lazio. C'è del vero? «Quando ci si avvicina alla riapertura del mercato capita spesso di essere al centro di queste notizie. Io comunque non ne so niente, sto bene a Genova e da parte mia non c'è assolutamente volontà di andar via». Numeri alla mano, però, con Di Carlo stai giocando un po' meno. «Vero. Ma non ne faccio un problema. Le carriere dei calciatori vivono di alti e bassi. È un momento così. Non per questo la fiducia di mister e società sono venute meno». Con l'arrivo del nuovo anno è tempo di propositi. I tuoi quali sono? «Intanto di stare bene fisicamente come quest'anno. L'ambizione è sempre quella di migliorare e di raggiungere traguardi importanti. Io, comunque, penso solo a lavorare per il bene mio e quello della Sampdoria». (2- continua)
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