Sicurezza
Per il difensore darsenotto del Bari lanno che si chiude è stato ricco di soddisfazioni
Natale in casa Masiello
Simone Pierotti
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INCONTRI... PERICOLOSI. Andrea Masiello alle prese con il romanista Borriello e (a sinistra) in un contrasto con Fantantonio Cassano quando era ancora con la maglia della Samp «Un sogno per il 2011? La maglia azzurra»
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VIAREGGIO. La sua squadra, il Bari, è sotto di un gol - e pure di un uomo - contro il Palermo. Ed è sotto a tutte le altre, in classifica. Il suo allenatore, Giampiero Ventura, è sempre più a rischio esonero. Pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo, in favore dei pugliesi viene fischiato un rigore che definire fondamentale è puro eufemismo. Sul dischetto si presenta a sorpresa colui che, per un giorno, indossa la fascia di capitano: Andrea Masiello, darsenotto doc, sceglie l'angolo in basso alla sua sinistra. E segna. Ecco l'ultima istantanea del difensore viareggino che questo anno solare ormai al tramonto consegna ai tifosi baresi e, soprattutto, a lui, titolare inamovibile dell'undici biancorosso. Un gol su rigore, prezioso e segnato con i gradi di capitano: un bel regalo di Natale, non c'è che dire. «E pensare che da piccolo ne battevo tanti. Poi, nei campionati professionistici, raramente mi sono presentato dagli undici metri. Contro il Palermo eravamo sotto di un gol ed io indossavo la fascia: ho avvertito la responsabilità di tirare quel rigore». Dal particolare al generale: cosà resterà di questo 2010 che se ne va? «Direi che ho avuto più soddisfazioni individuali che con il Bari, almeno nella seconda parte della stagione: il periodo non è certamente dei migliori, siamo ultimi in classifica e finora la Dea Bendata non è stata benevola con noi. Tante partite perse per un singolo episodio, tanti infortuni nei ruoli chiave: contro il Cesena ho dovuto giocare da centrocampista esterno, fate voi. Personalmente, invece, il gol contro il Palermo ed anche quello contro il Livorno in Coppa Italia sono stati due momenti di gioia che aiutano ad accrescere la mia autostima». Il mercato di riparazione è ormai prossimo all'apertura: c'è anche Andrea Masiello al centro delle trattative. «Se si parla di me, significa che sto facendo bene, nonostante il Bari sia ultimo in classifica. E questo non può che farmi piacere». Due tuoi ex compagni di squadra, Bonucci e Ranocchia, sono andati in un grande club e, addirittura, in Nazionale. Due sogni che si possono cullare? «Tutti i giocatori ambiscono ad indossare la maglia di una grande del calcio italiano e, soprattutto, quella azzurra: sarebbe fantastico, non posso negarlo. Quanto a Leonardo ed Andrea, abbiamo perso due giocatori fondamentali ma non può essere una scusante: la scorsa stagione è stata fantastica, adesso bisogna pensare al presente e non cullarsi nei ricordi: ogni anno ha la sua storia». A proposito di culle: la più dura di tutte le sfide che ti attendono pare essere quella della paternità. «Mia moglie non poteva farmi regalo più bello: la nascita della bambina è attesa per la fine di gennaio, ci siamo quasi ed attendiamo questo momento con ansia. Difficilissimo descrivere una simile emozione». Bari-Lecce sarà anche un derby tra versiliesi, ovvero Masiello contro Donati. «Non lo conosco personalmente, ma avremo modo di farlo in occasione di questa sfida che mancava da tanti anni e che, soprattutto, infiamma le tifoserie: sarà particolarmente sentita, anche il Lecce non naviga in buone acque. So che ha avuto un percorso simile al mio, è cresciuto nel National e poi è passato dalla Lucchese». In conclusione: qual è l'immagine più bella, di questo 2010, da collocare nell'album dei ricordi? «Calcisticamente parlando, aver battuto la Juventus è stata una gran bella soddisfazione. In generale, invece, parlerei dell'episodio di Felice Accettura, il tifoso barese che era finito in coma: lui mi seguiva sempre, era un mio sostenitore e per questo i suoi genitori mi chiesero di registrare un messaggio audio nel tentativo di farlo risvegliare. Ci siamo riusciti e, una volta ripresosi, è venuto a trovarci: gli abbiamo regalato una maglia con gli autografi di tutta la squadra e poi ha fatto una foto ricordo con noi. Mai mi era capitato qualcosa del genere». (1 - continua)
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