Il Tirreno

Versilia

QUI FORTE DEI MARMI

Simone Pierotti
Stefano Brondi (Forte)
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Stefano Brondi (Forte)

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QUI FORTE DEI MARMI  «Niente cuore, niente orgoglio, niente idee. Da quando sono allenatore non mi era mai successa una cosa simile». Non ha davvero parole Stefano Brondi il giorno dopo il clamoroso ko del Forte dei Marmi in casa della Pro Livorno, un pesante 5-0 che nessuno avrebbe preventivato.  Una disfatta arrivata, peraltro, pochissimi giorni dopo il convincente successo nel derby versiliese con il Pietrasanta Marina.  «Sicuramente avrò sbagliato qualcosa pure io, magari andando a toccare certi tasti psicologici delicati. Credetemi, non so spiegare questa prestazione. Non sempre ci sono spiegazioni a tutto».  Forse è stata colpa del modulo 4-2-3-1, rispolverato dopo tanto tempo?  «Siamo partiti subito molto offensivi, con le tre mezzepunte ed un attaccante centrale. Ma abbiamo incassato subito due gol e siamo tornati al classico 3-4-3, senza tuttavia migliorare la situazione. Non credo, quindi, che sia stata solamente una quesione di modulo».  Cosa è mancato, dunque, a questo Forte?  «La squadra vista a Livorno non ha avuto né orgoglio né carattere. Non ha saputo soffrire. Ha giocato con supponenza, superficialità, arroganza. Troppo brutti per essere veri, davvero».  Forse qualche giocatore si sentiva gasato dopo la vittoria nel derby?  «Martedì abbiamo analizzato la partita, senza prestare attenzione alle chiacchiere che hanno fatto a Pietrasanta. Nessuno ha sottovalutato la Pro Livorno, o almeno lo spero».

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