Il Tirreno

Versilia

La linea Paulgross per gli sport equestri «Fiducia ai giovani»

Aronne Angelici
La linea Paulgross per gli sport equestri «Fiducia ai giovani»

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 VIAREGGIO. Dici cavallo, e su questo angolo di costa la memoria evoca le leggendarie cavalcate a pelo di Gabriele D'Annunzio su una spiaggia tutta dune, con folte pinete subito a ridosso. Immagini di un romanticismo estremo tenute vive dal mito dell'amore del Vate con Eleonora Duse che aleggia ogni estate all'aprirsi del Festival della Versiliana.  Le dune sabbiose oggi sono ormai ridotte al solo Parco di Migliarino, le pinete sono fazzoletti, ma oggi più di ieri il cavallo è protagonista in Versilia, anche delle vacanze. Sono 1100 i cavalli in Versilia censiti dal servizio veterinario e la stragrande maggioranza di questi animano gli undici centri ippici sparsi nei nostri sette Comuni. La testimonianza, anche numerica, che gli sport equestri trovano su questo angolo di costa terreno fertile.  «E' un movimento importante, in crescita», conferma Andrea Paulgross, avvocato, che da un anno è diventato il numero uno nazionale della Federazione sport equestri (Fise) e che da versiliese doc guarda ovviamente con particolare affetto e attenzione alle vicende di casa nostra. Anche se per lavoro gira come una trottola.  «Ci sono tanti impegni e appuntamenti da seguire. Mi sono preso la briga di provare a cambiare, di dare una svolta, spero positiva, al movimento. Ho tagliato certi cordoni, ho chiamato alla guida delle sezioni tecniche degli esperti stranieri e ho fatto loro un discorso chiaro e semplice: voglio risultati, lavorate con tranquillità senza guardre in faccia nessuno ma con un sistema solo di merito. Bisogna lavorare sui giovani, far emergere e sostenere i talenti. Certamente tutto questo mi ha creato dei problemi, forti polemiche. Me lo aspettavo, sapevo di pestare molti piedi, anche se un conto è la critica, anche forte, un conto è spargere in giro, come è stato, fatto delle falsità. Ma chi lo ha fatto è come se avesse maneggiato un boomerang perchè la verità alla fine viene sempre a galla. Intanto qualche risultato rispetto al passato, non solo come medagliere ma anche come prospettive reali, è stato fatto. Io guardo a questo, le polemiche pretestuose non mi interessano più di tanto».  Paulgross deciso ad andare avanti per la sua strada. «Non mia, quella del movimento. Di un movimento che vuole recitare una parte da protagonista», dice.  Torniamo in Versilia. Diceva di una realtà consolidata, presidente... «Vero. Ed è così vero che ho chiamato un versiliese, Mario Giunti del Dunia Ranch, a fare da responsabile nazionale del settore pony. Puntiamo sui giovani, creando le basi perchè questi si avvicinino alle nostre discipline per poi formare dei veri cavalieri».  E in fatto di cavalieri e di istruttori la Versilia è terra felice. Tanti i nomi già in medaglia: da Matteo Giunti ad Alessandro Benedetti, da Mauro Rossi a Paolo Arrighini per pssare poi a Diletta Di Lelio, a Matteo Corsi, Giulia Sorrentino, Benedetta e Giorgia Failla, Margherita e Vittoria Brachi, Elena e Silvia Lucchesi, Simona Lazzerini tanto per fare alcuni nomi (l'elenco è troppo più lungo) per descrivere un movimento molto vivace.  Che sarebbe piaciuto anche a Gabriele D'Annunzio.

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