Sicurezza
I bianconeri concedono il bis e si confermano la squadra più solida ed equilibrata della manifestazione
La Quercia fa suo il trofeo delle contrade
Gabriele Noli
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Festa in campo anche con i fuochi Brega e Graziani riescono ad aprire (3-0) il bunker difensivo del Leon D'Oro
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QUERCETA. La Quercia resta in paradiso. La contrada bianconera, infatti, battendo in finale 3-0 il Leon d'Oro, si aggiudica il 39º Torneo delle Contrade di Querceta, bissando così il successo dello scorso anno. Il risultato, netto nei connotati, alla lunga rende merito ad una squadra che è stata capace di colpire al momento giusto con i suoi attaccanti, Brega e Roberto Graziani. Di contro il Leon d'Oro ha cercato di tener testa agli avversari, puntando molto sull'agonismo, ma riuscendo a rendersi pericoloso solo su azioni da fermo o lanci lunghi. La cronaca. È il Leon d'Oro ad avere la prima palla gol del match, al 10', con il "pistolero" Apuzzo, volenteroso, ma troppo isolato davanti, che nell'occasione calcia di controbalzo, ma il suo destro è deviato prontamente da Salvadori in angolo. Al 14' si vede anche la Quercia, con uno spunto personale di Brega, ma il suo sinistro è fiacco e facile preda di Puntelli. Quercia ancora pericolosa al 17', ma Graziani mette fuori di testa da posizione più che favorevole. Poco dopo, al 20', il bomber non sbaglia. Servito sul filo del fuorigioco Graziani è freddo e supera Puntelli per il vantaggio bianconero. La reazione del Leon d'Oro si concretizza soltanto al 30', con una punizione di Galleni deviata ancora da un Salvadori in serata di grazia. Nel primo tempo non accade altro di rilevante. La ripresa invece sembra offrire di più. E la prima situazione offensiva della frazione si concretizza con un gol. Ancora della Quercia. Brega si invola in area di rigore, ma Puntelli, nel tentativo di arginarlo, lo atterra. Per l'arbitro ci sono gli estremi per il tiro dal dischetto. È Roberto Graziani ad incaricarsi dell'esecuzione. Il bomber non sbaglia, ma il direttore di gara fa ripetere il penalty. Graziani stavolta cambia angolo e il 2-0 adesso è cosa fatta. Il Leon d'Oro accusa il colpo. La reazione immediata non arriva. Ma è al 22' che gli uomini di Venè potrebbero riaprire il match. Il calcio di punizione battuto da Vannoni, però, si stampa sulla traversa ed esce sul fondo. Un attimo dopo l'arbitro espelle Lossi per proteste, lasciando la Quercia in dieci. Inizia la girandola dei cambi, il gioco si frammenta, i ritmi si abbassano di colpo e per la Quercia il titolo si materializza minuto dopo minuto. La consacrazione definitiva arriva al 49', quando in contropiede Daniele Martinelli serve Neri, che a porta sguarnita deposita in rete per il 3-0 finale. Successo meritato. Non c'è altro da raccontare. L'arbitro fischia la fine delle ostilità, dando il via ai festeggiamenti della Quercia, che vince il Torneo delle Contrade per il secondo anno consecutivo. Un dato che, unito alle otto finali di fila ottenute dalla contrada bianconera, sancisce una superiorità tecnica e fisica difficilmente contrastabile. E il campo lo ha dimostrato, anche quest'anno. Tante le individualità che si sono messe in mostra durante l'arco del torneo. Roberto Graziani, che in coppia con Brega, ha fatto sfracelli, soprattutto in finale, il portiere Salvadori, decisivo con le sue parate e l'esterno Alaimo, un vero e proprio "intercity" sul binario di sinistra. Onore agli avversari. Il Leon d'Oro ci ha provato in tutti i modi a raddrizzare una gara che lo ha visto sotto già dopo 20' del primo tempo. Apuzzo si è dannato l'anima, ha cercato di inventarsi qualche giocata, ma lottare contro i mulini a vento è difficile per tutti, anche per lui. Il dinamismo e la voglia di combattere non sono certo mancati alla squadra di Venè, ma non sono bastati. Il Leon d'Oro può recriminare sul rigore che l'arbitro ha assegnato alla Quercia, per il contatto tra Puntelli e Brega. Senza quel penalty, magari, la partita sarebbe proseguita in un altro modo. Ma questa è storia lontana dalla realtà. Cala così il sipario sull'edizione 2010 del Torneo delle Contrade di Querceta.
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