Il Tirreno

Versilia

«La nostra unica chance è un ritorno super»

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 CAMAIORE. Non era in campo, ma ha, comunque, lasciato il segno. È stato Giuseppe Onano, figlio del presidente del Castiadas e fratello del fantasista dei sardi Mirko, ad essere allontanato dall'arbitro Schirru, in occasione del rigore decretato in favore del Camaiore, che ha portato poi i bluamaranto sul 3-1. Onano ha protestato troppo animatamente, secondo il direttore di gara, tanto da meritarsi questo provvedimento. Danno e beffa, in un colpo solo. Onano, che ricopre il ruolo di direttore sportivo del Castiadas, si difende: «Mi dispiace, perché l'arbitro ha frainteso, percependo le mie come proteste, quando in realtà stavo rivolgendo le mie attenzioni su altro».  Onano poi analizza la gara, che ha visto prima il Castiadas passare in vantaggio e poi affondare sotto i colpi di Federico Tosi: «Eravamo partiti bene, giocando con ordine e compattezza. Purtroppo, poi è arrivato il gol del pareggio del Camaiore, al quinto minuto di recupero del primo tempo. Nel secondo tempo abbiamo pagato degli episodi che ci hanno tagliato le gambe. Abbiamo incassato 2 gol nel giro di pochi minuti, che hanno reso difficile il resto della nostra gara».  C'è adesso una cosa sola da fare per sperare ancora nella finale nazionale: vincere con almeno due gol di scarto. Una missione impossibile? Onano non la pensa così: «Noi eravamo venuti a Camaiore per fare la nostra gara e gettare possibilmente le basi per sfruttare al meglio il ritorno in casa. Purtroppo, le cose sono andate diversamente. Non ci resta che provare a disputare una grande partita domenica prossima, contando soprattutto sull'apporto del nostro pubblico. Sarà difficile, ma ci proveremo fino alla fine». G.N.

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