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Versilia

Daniele Mannini, un viareggino... in Champions

Gabriele Noli
<b>UNA STAGIONE DA CHAMPIONS.</b> Daniele Mannini in azione nel derby col Genoa: la sua Samp &egrave; arrivata quarta
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UNA STAGIONE DA CHAMPIONS. Daniele Mannini in azione nel derby col Genoa: la sua Samp è arrivata quarta

È stato fra i protagonisti della splendida stagione della Samp. «Sembra un sogno»

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 VIAREGGIO. Domenica 16 maggio 2010. Una data che entra di diritto nella storia della Sampdoria. Una data che coincide con il ritorno, seppur "solo" ai preliminari, in Champions League dopo 18 anni, a distanza di quella maledetta finale di Wembley del 20 maggio 1992 persa contro il Barcellona per 1-0. Gioia per una città, Genova, per una squadra, la Sampdoria appunto, e, di conseguenza, per Daniele Mannini, 27 anni, viareggino e da sempre visceralmente legato alla sua città d'origine. Una stagione intera passata a far su e giù sulla fascia, che fosse destra o sinistra non importava, macinando chilometri ogni domenica. E non solo quelli. Sono infatti arrivati anche gol, ad inizio stagione, ma soprattutto assist, alcuni dei quali decisivi.  Tutti elementi che, messi insieme, hanno reso magica la stagione della Doria. E nelle parole di Mannini c'è tutta la gioia per un traguardo - quello dei preliminari di Champions - che fa notizia, ma soprattutto storia.  Daniele, a Marassi si tornerà a sentire dopo 18 anni la musichetta della Champions grazie a voi...  «Siamo riusciti a compiere qualcosa di unico per Genova e per la Sampdoria. Un qualcosa difficilmente ripetibile. È la prima volta, questa, che raggiungo un obiettivo così importante. Spero solo che non sia l'ultima».  La Sampdoria è riuscita in questa grande impresa. Eppure nelle ultime settimane le voci attorno alla partenza di Del Neri, Marotta e altri verso Torino, destinazione Juventus, si erano fatte abbastanza insistenti...  «Era troppo importante isolarsi, cercare di far sì che queste voci non ci disturbassero o influissero in alcun modo sul nostro lavoro. Sapevamo di aver fatto e bene nel corso della stagione e che buttare tutto nelle ultime gare sarebbe stato stupido».  Analizziamo la tua stagione. Sei partito a razzo, risultando spesso decisivo. Poi una lieve flessione e nel finale nuovamente protagonista. Si può dire che questo sia stato il tuo miglior campionato?  «Penso di aver disputato una stagione in linea con quella della squadra. Siamo partiti benissimo, vincendo molte partite. In seguito abbiamo incontrato qualche difficoltà, quando le cose ci giravano meno bene. Poi fortunatamente ci siamo ritrovati e abbiamo ripreso a fare grandi cose, considerando comunque che noi eravamo partiti con ben altre credenziali».  Un campionato positivo anche grazie a Del Neri, che ti ha schierato pressoché in tutte le partite...  «Il mister mi ha sempre tenuto in grande considerazione, dandomi fiducia. È capitato un periodo in cui magari partivo dalla panchina, ma subentravo comunque nella ripresa. Il nostro è stato un gran bel rapporto».  Come avete festeggiato domenica sera?  «Abbiamo girato per Genova con il pullman scoperto, festeggiando e condividendo questo traguardo con i nostri tifosi, che ci hanno sempre sostenuto con grande calore, standoci vicini anche nei momenti più difficili».  Capitolo nazionale. Ci hai mai fatto un pensiero quest'anno?  «Eh? Cosa? La nazionale? Non scherziamo. È giusto che ad essere convocati siano i grandi campioni, io ho ancora molto da imparare rispetto a loro. Per ora resta solo un sogno. Poi, un giorno, chissà...  Cosa c'è nel futuro di Daniele Mannini?  «Per ora solo riposo. Dopo vedremo. Ascolterò le proposte delle due squadre che detengono il mio cartellino (Sampdoria e Napoli, ndr) e valuterò di conseguenza. Aver possibilità di giocare in Champions sarà senz'altro un elemento da tenere in considerazione».

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