Il dolore
Vela
Curare con il marecorso a Psichiatria
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LA MIGLIOR MEDICINA. Anche la vela può aiutare a superare i problemi di saluteIl progetto si chiama " Liberi tutti" e si basa sull'immensa capacità di aiuto a chi soffre di disturbi mentali con il mare e le sue onde che diventano momento di terapia. Su iniziativa dell'Unità Operativa di Psichiatria dell'Asl Versilia diretta dal professor Mario Di Fiorino e con il sostegno di uomini e mezzi del Club Velico Marina di Pietrasanta, si sta avviando verso una prima conclusione un progetto dedicato ad alcuni pazienti seguiti dal servizio psichiatrico
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PIETRASANTA. Il progetto si chiama " Liberi tutti" e si basa sull'immensa capacità di aiuto a chi soffre di disturbi mentali con il mare e le sue onde che diventano momento di terapia. Su iniziativa dell'Unità Operativa di Psichiatria dell'Asl Versilia diretta dal professor Mario Di Fiorino e con il sostegno di uomini e mezzi del Club Velico Marina di Pietrasanta, si sta avviando verso una prima conclusione un progetto dedicato ad alcuni pazienti seguiti dal servizio psichiatrico.
«Il progetto - si legge nel sito del Club Velico di Marina - mira alla riabilitazione di pazienti psichiatrici gravi attraverso la barca a vela, in quanto la vela non è solo sport ma una formazione di vita. Lo scopo è favorire il recupero di abilità sociali, relazionali, tramite la condivisione di un luogo e di una azione comune. Quando si naviga, specie su una barca a vela, si è in contatto con i primi elementi: il vento ed il mare e, soprattutto, si deve contare solo su noi stessi prescindendo dall'aiuto che possono dare i compagni».
Dal 31 agosto, settimanalmente, «un gruppo di sei adulti guidati da Raffaella Agrippa, coordinatrice territoriale infermieristica del servizio psichiatrico, ed accompagnati dagli assistenti e dai volontari, imbarcano su mezzi del Club Velico condotti da istruttori abilitati della Federazione Vela, ed apprendono ad andare per mare a vela. Ma non solo per mare. Quando da novembre le condizioni meteo sconsigliavano di salpare, ci si è trasferiti sul lago di Massaciuccoli ospiti del Circolo Velico Artiglio e si è proseguito regolarmente. Le prime uscite sono state di ambientamento poi, barra del timone in mano, gli allievi hanno imparato a orzare, poggiare e a virare di boa. Le prime vere manovre di un regatante. Il programma velico proseguirà fino a dicembre inoltrato con soddisfazione di tutti».
Gli allievi - precisano sempre dal Club - «sono stimolati e con il loro amor proprio si impegnano nell'apprendere, nello scoprire da dove soffia il vento, nel regolare al meglio le vele. Inoltre, alternandosi nei ruoli di prodiere e di timoniere, affinano il rapporto del lavorare in coppia superando il senso di introversione e sviluppando un primo rapporto sociale. Dopo questa prima fase, sperimentale in quanto mai provata in precedenza, si riprenderà a primavera. Il traguardo del corso è partecipare come membri degli equipaggi delle regate in programmazione nel 2010 presso il Club Velico Marina di Pietrasanta».
«Il progetto - si legge nel sito del Club Velico di Marina - mira alla riabilitazione di pazienti psichiatrici gravi attraverso la barca a vela, in quanto la vela non è solo sport ma una formazione di vita. Lo scopo è favorire il recupero di abilità sociali, relazionali, tramite la condivisione di un luogo e di una azione comune. Quando si naviga, specie su una barca a vela, si è in contatto con i primi elementi: il vento ed il mare e, soprattutto, si deve contare solo su noi stessi prescindendo dall'aiuto che possono dare i compagni».
Dal 31 agosto, settimanalmente, «un gruppo di sei adulti guidati da Raffaella Agrippa, coordinatrice territoriale infermieristica del servizio psichiatrico, ed accompagnati dagli assistenti e dai volontari, imbarcano su mezzi del Club Velico condotti da istruttori abilitati della Federazione Vela, ed apprendono ad andare per mare a vela. Ma non solo per mare. Quando da novembre le condizioni meteo sconsigliavano di salpare, ci si è trasferiti sul lago di Massaciuccoli ospiti del Circolo Velico Artiglio e si è proseguito regolarmente. Le prime uscite sono state di ambientamento poi, barra del timone in mano, gli allievi hanno imparato a orzare, poggiare e a virare di boa. Le prime vere manovre di un regatante. Il programma velico proseguirà fino a dicembre inoltrato con soddisfazione di tutti».
Gli allievi - precisano sempre dal Club - «sono stimolati e con il loro amor proprio si impegnano nell'apprendere, nello scoprire da dove soffia il vento, nel regolare al meglio le vele. Inoltre, alternandosi nei ruoli di prodiere e di timoniere, affinano il rapporto del lavorare in coppia superando il senso di introversione e sviluppando un primo rapporto sociale. Dopo questa prima fase, sperimentale in quanto mai provata in precedenza, si riprenderà a primavera. Il traguardo del corso è partecipare come membri degli equipaggi delle regate in programmazione nel 2010 presso il Club Velico Marina di Pietrasanta».
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