VERSILIA SPORT
Bonuccelli, il Condorche non ripiega le ali
Massimo Guidi
Nella sua ultraventennale carriera calcistica Vitaliano Bonuccelli non aveva mai giocato nel campionato d'Eccellenza.
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VIAREGGIO. Nella sua ultraventennale carriera calcistica Vitaliano Bonuccelli non aveva mai giocato nel campionato d'Eccellenza. E domenica scorsa, sul campo di Saltocchio, il Condor si è presentato sul proscenio di questo campionato alla sua maniera, segnando tre reti che hanno consentito alla sua nuova squadra, lo Sporting Massese (l'ex Romagnano) di battere la Fortis Lucchese ed incassare una vittoria importante nella corsa alla salvezza. «Sono contento - dice l'intramontabile Condor - perché oltretutto il primo gol è stato molto bello. Somigliava a quello che segnai a Tolentino con il Viareggio».
A quarantuno anni e mezzo non se la sente ancora di attaccare le scarpette al chiodo, nemmeno dopo l'amara esperienza di Pisa dove è stato messo da parte, nonostante le otto reti segnate in dodici gare, dopo l'esonero di Indiani. «Ero andato al Pisa per il mister e per la piazza prestigiosa - dice Bonuccelli - ma quando Indiani è stato esonerato, ho capito che la mia avventura in nerazzurro era finita e quindi ho preferito cambiare aria. A me piace ancora giocare in qualsiasi categoria. Così ho accettato di dare una mano ad Andrea Antonioli, dg dello Sporting, un amico che avevo conosciuto ai tempi della mia milizia con la Massese».
Già, la Massese con la quale ha conquistato due promozioni, dalla D alla C1 (e due titoli di cannoniere per 72 reti in 115 gare) e che si troverà di fronte come avversaria. Così come il Cascina, la squadra che lo fece esordire in Promozione nel 1985, ed il Camaiore con il quale ha conosciuto stagioni da protagonista, segnando 83 reti in 156 partite e vincendo, nel 1996, il titolo di cannoniere più prolifico d'Italia (dalla A alla D) con 26 reti. «Non conosco questo campionato, non posso dare giudizi. Lo Sporting ha inserito parecchi nuovi giocatori e quindi dobbiamo migliorare. Quanti gol segnerò? Non so se posso arrivare in doppia cifra. In doppia cifra ci sono già arrivato se sommiamo i gol di Pisa ai tre di domenica, difficile dire quanti gol posso segnare, l'importante è che servano per raggiungere la salvezza».
Trecentoventisette reti in settecentoventisei gare di campionato, secondo tra i bomber in attività solo a Checco Ingenito del Sibilla Bacoli (serie D), più giovane di due anni, il Condor continua a giocare con grande entusiasmo. Come fanno altri dinosauri del gol, come il 42enne Hubner (Prima Categoria bresciana) o il 43enne Pisasale che milita nella Crescentinese (Eccellenza piemontese). O il 39enne Bongiorni, che guida l'attacco della Massese di Moschetti con la quale ha già segnato otto reti: «Non so se smetterò a giugno prossimo. Di certo mi piacerebbe iniziare a fare l'allenatore, continuare a lavorare in campo. Con i ragazzini? No. Probabilmente non sopporterei i genitori attaccati alla rete. Mi piacerebbe partire dai dilettanti. Naturalmente restando in zona, perché la sera mi piace stare a casa mia con la famiglia».
A quarantuno anni e mezzo non se la sente ancora di attaccare le scarpette al chiodo, nemmeno dopo l'amara esperienza di Pisa dove è stato messo da parte, nonostante le otto reti segnate in dodici gare, dopo l'esonero di Indiani. «Ero andato al Pisa per il mister e per la piazza prestigiosa - dice Bonuccelli - ma quando Indiani è stato esonerato, ho capito che la mia avventura in nerazzurro era finita e quindi ho preferito cambiare aria. A me piace ancora giocare in qualsiasi categoria. Così ho accettato di dare una mano ad Andrea Antonioli, dg dello Sporting, un amico che avevo conosciuto ai tempi della mia milizia con la Massese».
Già, la Massese con la quale ha conquistato due promozioni, dalla D alla C1 (e due titoli di cannoniere per 72 reti in 115 gare) e che si troverà di fronte come avversaria. Così come il Cascina, la squadra che lo fece esordire in Promozione nel 1985, ed il Camaiore con il quale ha conosciuto stagioni da protagonista, segnando 83 reti in 156 partite e vincendo, nel 1996, il titolo di cannoniere più prolifico d'Italia (dalla A alla D) con 26 reti. «Non conosco questo campionato, non posso dare giudizi. Lo Sporting ha inserito parecchi nuovi giocatori e quindi dobbiamo migliorare. Quanti gol segnerò? Non so se posso arrivare in doppia cifra. In doppia cifra ci sono già arrivato se sommiamo i gol di Pisa ai tre di domenica, difficile dire quanti gol posso segnare, l'importante è che servano per raggiungere la salvezza».
Trecentoventisette reti in settecentoventisei gare di campionato, secondo tra i bomber in attività solo a Checco Ingenito del Sibilla Bacoli (serie D), più giovane di due anni, il Condor continua a giocare con grande entusiasmo. Come fanno altri dinosauri del gol, come il 42enne Hubner (Prima Categoria bresciana) o il 43enne Pisasale che milita nella Crescentinese (Eccellenza piemontese). O il 39enne Bongiorni, che guida l'attacco della Massese di Moschetti con la quale ha già segnato otto reti: «Non so se smetterò a giugno prossimo. Di certo mi piacerebbe iniziare a fare l'allenatore, continuare a lavorare in campo. Con i ragazzini? No. Probabilmente non sopporterei i genitori attaccati alla rete. Mi piacerebbe partire dai dilettanti. Naturalmente restando in zona, perché la sera mi piace stare a casa mia con la famiglia».
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