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Sport Basket
Mac Design, un mercoledì da leoni
Simone Pierotti
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Un’azione della Mac sotto canestro e (a sinistra) Stefani, autore di 22 puntiL'espressione «un mercoledì da leoni» - riferimento ad un celebre film - è stata talmente abusata dalla stampa sportiva al punto da divenire banale, stantia, non più capace di accattivare l'attenzione del lettore
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VIAREGGIO. L'espressione «un mercoledì da leoni» - riferimento ad un celebre film - è stata talmente abusata dalla stampa sportiva al punto da divenire banale, stantia, non più capace di accattivare l'attenzione del lettore. Eppure, d'altro canto, non si può non evidenziare la grinta, lo spirito battagliero che la Mac Design ha messo in campo, pardon sul parquet, mercoledì sera contro l'Us Livorno, capolista della serie C regionale di basket maschile. Nell'anticipo della decima giornata i bianconeri infliggono la seconda sconfitta stagionale (73-63) al quintetto labronico: sinora ci era riuscito solo il Green Team Pistoia. Allo stesso tempo, gli uomini di coach Giovannoni riportano a quattro le lunghezze di ritardo dalla vetta.
Vuoi per la consapevolezza che dall'altra parte c'è la prima della classe, vuoi per il fascino del mercoledì sera - è il giorno dedicato all'Eurolega, la Champions League della pallacanestro - la Mac avverte il fascino della grande sfida e inizia l'incontro con la giusta intensità e concentrazione. I livornesi non riescono ad imporre il proprio gioco ma dimostrano di meritare la posizione che occupano: nel minuto e mezzo finale la Mac inizia a vacillare e gli ospiti ne approfittano per chiudere il primo parziale avanti di tre punti (19-22). La Mac, comunque, non impiega molto a tornare in sé: recupera lo svantaggio, mette il naso avanti e arriva a condurre i giochi di otto lunghezze, parzialmente ridotte dai labronici all'arrivo dell'intervallo (36-30). Il rientro sul parquet, però, è da brividi: Livorno assesta un parziale di 9-0 e sembra prendere in mano le redini del gioco, ma i bianconeri riescono a tamponare le folate offensive avversarie e a limitare i danni, giocandosi tutto nell'ultimo parziale.
Così come era successo a Chiesina Uzzanese, la Mac offre il meglio di sé nel quarto tempino: a fare la differenza è, nuovamente, la premiata ditta Pagnucci-Stefani (36 punti in due) che trascina la squadra ad un successo che definire fondamentale è un eufemismo. Il messaggio è inequivocabile: a Viareggio non passa nessuno. Neanche la capolista.
Vuoi per la consapevolezza che dall'altra parte c'è la prima della classe, vuoi per il fascino del mercoledì sera - è il giorno dedicato all'Eurolega, la Champions League della pallacanestro - la Mac avverte il fascino della grande sfida e inizia l'incontro con la giusta intensità e concentrazione. I livornesi non riescono ad imporre il proprio gioco ma dimostrano di meritare la posizione che occupano: nel minuto e mezzo finale la Mac inizia a vacillare e gli ospiti ne approfittano per chiudere il primo parziale avanti di tre punti (19-22). La Mac, comunque, non impiega molto a tornare in sé: recupera lo svantaggio, mette il naso avanti e arriva a condurre i giochi di otto lunghezze, parzialmente ridotte dai labronici all'arrivo dell'intervallo (36-30). Il rientro sul parquet, però, è da brividi: Livorno assesta un parziale di 9-0 e sembra prendere in mano le redini del gioco, ma i bianconeri riescono a tamponare le folate offensive avversarie e a limitare i danni, giocandosi tutto nell'ultimo parziale.
Così come era successo a Chiesina Uzzanese, la Mac offre il meglio di sé nel quarto tempino: a fare la differenza è, nuovamente, la premiata ditta Pagnucci-Stefani (36 punti in due) che trascina la squadra ad un successo che definire fondamentale è un eufemismo. Il messaggio è inequivocabile: a Viareggio non passa nessuno. Neanche la capolista.
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