Il dolore
VERSILIA SPORT
«Che bello giocare davanti ad amici»
Nicoletta Dati
◗
CAPITANO. Riccardo FeniliÈ il capitano di mille avventure, con la sua grinta ha trainato la Quasar dalla B1 alla A2 e finalmente il viareggino Riccardo Fenili, una vita di sport ad alto livello tra volley indoor e beach in giro per il mondo, ha abbandonato le valige per esordire di fronte al proprio pubblico o meglio come dice lui «di fronte a familiari ed amici».
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CAMAIORE. È il capitano di mille avventure, con la sua grinta ha trainato la Quasar dalla B1 alla A2 e finalmente il viareggino Riccardo Fenili, una vita di sport ad alto livello tra volley indoor e beach in giro per il mondo, ha abbandonato le valige per esordire di fronte al proprio pubblico o meglio come dice lui «di fronte a familiari ed amici».
Idee chiare quelle del capitano della Quasar Massa Versilia che analizza con schiettezza il match di domenica guardando oltre al risultato vincente: «Al di là del risultato la gara non è andata proprio bene. Così come in amichevole, è emerso che ci sono aspetti da migliorare, direi che per ora siamo al 40%. La squadra è ancora in crescita ed ha ottimi margini di miglioramento, ma proprio perché nuova allo stesso tempo ne ha di peggioramento. L'aspetto più difficile contro Bassano è stato proprio trovare da subito un gioco di squadra. Personalmente dopo tanto che non gioco schiacciatore in A, ho pagato i ritmi».
Il debutto al cardiopalma ha mostrato una squadra molto grintosa.
«Sì, difficile immaginare esordio più bello in serie A. Le quasi tre ore di gioco, hanno fatto emergere caratteristiche importanti, hanno dimostrato una squadra con carattere, capacità di lottare». Grinta che a volta si è trasformata in nervosismo...
«È emerso un nervosismo positivo, di persone che volevano far bene, cercando di portare la propria squadra il prima possibile verso la forma. Direi che nel gruppo ci sono persone grintose, emozionali e questo può essere adatto per equilibrare il carattere di Cantagalli, più tranquillo e riflessivo».
Proprio coach Cantagalli, domenica era alla sua prima panchina. Cosa ci dici?
«Luca è come sempre, si è mostrato corretto anche nei momenti di difficoltà, mostrando la stessa educazione di sempre cosa che manca spesso in questo ambiente e che apprezzo molto. In palestra sta introducendo un sistema di allenamento nuovo, che dà molta fiducia e responsabilità ai giocatori».
Per un tratto in campo si è riproposta la coppia viareggina Amore -Fenili: quanto può essere importante per il volley versiliese?
«Mi piacerebbe dire molto, ma sono onesto, il nostro è uno sport nuovo, non ci sono grandi tradizioni di pallavolo di alto livello e la gente viene al palasport non perché ci sono Amore o Fenili ma perché c'è volley di alto livello e questo è l'importante. Essere in serie A può essere utile al movimento giovanile, un movimento che sta calando, e non è importante chi scende in campo».
Domenica subito trasferta difficile sul campo di Padova.
«Nonostante la sconfitta netta, dagli scout non sembra che Padova abbia giocato male. Sarà una gara difficile che dovremo preparare con molta attenzione».
Idee chiare quelle del capitano della Quasar Massa Versilia che analizza con schiettezza il match di domenica guardando oltre al risultato vincente: «Al di là del risultato la gara non è andata proprio bene. Così come in amichevole, è emerso che ci sono aspetti da migliorare, direi che per ora siamo al 40%. La squadra è ancora in crescita ed ha ottimi margini di miglioramento, ma proprio perché nuova allo stesso tempo ne ha di peggioramento. L'aspetto più difficile contro Bassano è stato proprio trovare da subito un gioco di squadra. Personalmente dopo tanto che non gioco schiacciatore in A, ho pagato i ritmi».
Il debutto al cardiopalma ha mostrato una squadra molto grintosa.
«Sì, difficile immaginare esordio più bello in serie A. Le quasi tre ore di gioco, hanno fatto emergere caratteristiche importanti, hanno dimostrato una squadra con carattere, capacità di lottare». Grinta che a volta si è trasformata in nervosismo...
«È emerso un nervosismo positivo, di persone che volevano far bene, cercando di portare la propria squadra il prima possibile verso la forma. Direi che nel gruppo ci sono persone grintose, emozionali e questo può essere adatto per equilibrare il carattere di Cantagalli, più tranquillo e riflessivo».
Proprio coach Cantagalli, domenica era alla sua prima panchina. Cosa ci dici?
«Luca è come sempre, si è mostrato corretto anche nei momenti di difficoltà, mostrando la stessa educazione di sempre cosa che manca spesso in questo ambiente e che apprezzo molto. In palestra sta introducendo un sistema di allenamento nuovo, che dà molta fiducia e responsabilità ai giocatori».
Per un tratto in campo si è riproposta la coppia viareggina Amore -Fenili: quanto può essere importante per il volley versiliese?
«Mi piacerebbe dire molto, ma sono onesto, il nostro è uno sport nuovo, non ci sono grandi tradizioni di pallavolo di alto livello e la gente viene al palasport non perché ci sono Amore o Fenili ma perché c'è volley di alto livello e questo è l'importante. Essere in serie A può essere utile al movimento giovanile, un movimento che sta calando, e non è importante chi scende in campo».
Domenica subito trasferta difficile sul campo di Padova.
«Nonostante la sconfitta netta, dagli scout non sembra che Padova abbia giocato male. Sarà una gara difficile che dovremo preparare con molta attenzione».
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