Sicurezza
VERSILIA SPORT
Torre del Lago senza calcio
Roy Lepore
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L’ULTIMA SQUADRA. La formazione della Ninfea Torrelaghese che lo scorso anno ha militato nel campionato di Terza categoriaDa rivedere il contratto di gestione dello stadio Ferracci
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TORRE DEL LAGO. È un anno di transizione per la Ninfea-Torrelaghese società che rappresenta la frazione che conta circa 15mila abitanti. Ma un anno nel quale, comunque, Torre del Lago non avrà una squadra "senior". I dirigenti hanno infatti deciso di concentrarsi solo sul settore giovanile per ripartire: il prossimo anno, poi, l'attività potrebbe riprendere allestendo una squadra che prenda parte al campionato Terza categoria.
In passato la Torrelaghese, prima di fare la fusione con la Ninfea è approdata addirittura in serie D, disputando campionati nei quali è stata protagonista. Un risultato senza dubbio storico per una frazione che contava un pubblico ristretto, ma che è riuscita a togliersi anche delle soddisfazioni.
«Erano altri tempi - ricorda Giacomo Pezzini, attuale diesse della Colligiana e in quel periodo direttore sportivo dei gialloblù -. Eravamo un gruppo di amici e questo era un dato da non sottovalutare, con Alberto Costagliola, Massimo Rebecchi, Adriano Simonini, mio fratello Angelo ed altri ancora. Mi auguro che Torre del Lago possa avere la sua squadra che rappresenti la frazione, anche se fare calcio oggi a questi livelli è difficile, i costi di gestione sono aumentati, quindi è un impegno non da poco. Abbiamo lanciato diversi giocatori e questo ci fa piacere, compreso l'attuale diesse del Viareggio, Andrea Gazzoli è stato un nostro giocatore ed ora è un bravo dirigente».
Una delle ragioni che ha spinto i dirigenti attuali a rinunciare a prendere parte ai campionati di Seconda e Terza era un accordo che sembrava raggiunto con l'Esperia per il settore giovanile che è saltato all'ultimo momento. «Volevamo concentrare le nostre forze sui giovani - dice Alberto Costagliola - che della società è stato presidente per anni. Cercheremo comunque di curare i giovani, abbiamo la scuola calcio e prenderemo parte ai vari campionati. Poi il prossimo anno vedremo di ricostituire una squadra che rappresenti la frazione. Dobbiamo far quadrare i bilanci e stare fermi un anno. Credo ci faccia bene anche da questo punto di vista, dobbiamo rivedere anche il contratto di gestione con il comune dello stadio Ferracci, un aspetto di non poco conto».
In passato la Torrelaghese, prima di fare la fusione con la Ninfea è approdata addirittura in serie D, disputando campionati nei quali è stata protagonista. Un risultato senza dubbio storico per una frazione che contava un pubblico ristretto, ma che è riuscita a togliersi anche delle soddisfazioni.
«Erano altri tempi - ricorda Giacomo Pezzini, attuale diesse della Colligiana e in quel periodo direttore sportivo dei gialloblù -. Eravamo un gruppo di amici e questo era un dato da non sottovalutare, con Alberto Costagliola, Massimo Rebecchi, Adriano Simonini, mio fratello Angelo ed altri ancora. Mi auguro che Torre del Lago possa avere la sua squadra che rappresenti la frazione, anche se fare calcio oggi a questi livelli è difficile, i costi di gestione sono aumentati, quindi è un impegno non da poco. Abbiamo lanciato diversi giocatori e questo ci fa piacere, compreso l'attuale diesse del Viareggio, Andrea Gazzoli è stato un nostro giocatore ed ora è un bravo dirigente».
Una delle ragioni che ha spinto i dirigenti attuali a rinunciare a prendere parte ai campionati di Seconda e Terza era un accordo che sembrava raggiunto con l'Esperia per il settore giovanile che è saltato all'ultimo momento. «Volevamo concentrare le nostre forze sui giovani - dice Alberto Costagliola - che della società è stato presidente per anni. Cercheremo comunque di curare i giovani, abbiamo la scuola calcio e prenderemo parte ai vari campionati. Poi il prossimo anno vedremo di ricostituire una squadra che rappresenti la frazione. Dobbiamo far quadrare i bilanci e stare fermi un anno. Credo ci faccia bene anche da questo punto di vista, dobbiamo rivedere anche il contratto di gestione con il comune dello stadio Ferracci, un aspetto di non poco conto».
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