Sicurezza
ATLETICA
«Ho perso una medaglia»
R.L.
◗
SFORZO VANO. Nicola Vizzoni impegnato in uno dei tre lanci nella finale dei mondiali a BerlinoNicola Vizzino è amareggiato ma, nello stesso tempo, consapevole che ieri pomeriggio sulla pedana del meraviglioso stadio olimpico di Berlino ha perso una grossa occasione per conquistare una medaglia ai Campionai mondiali di atletica leggera
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VIAREGGIO. Nicola Vizzino è amareggiato ma, nello stesso tempo, consapevole che ieri pomeriggio sulla pedana del meraviglioso stadio olimpico di Berlino ha perso una grossa occasione per conquistare una medaglia ai Campionai mondiali di atletica leggera.
È rimasto fuori infatti per fare posto al biolorusso Pavel Keyvitski per soli due centimetri (73,72).
«La settimana in cui non mi sono potuto allenare è stata determinante per la mancata qualificazione nel gruppo degli otto finalisti che hanno gareggiato per la conquista di una medaglia».
Hai iniziato lanciando il martello ad una misura che si è avvicinata ai 78 metri.
«Peccato che è stato nullo, altrimenti mi avrebbe portato al terzo posto. Non mi era mai capitato che un secondo lancio consecutivo fosse nullo in diciassette anni di attività. A quel punto sono stato condizionato nel terzo e la misura solo per due centimetri non mi ha consentito di entrare negli otto. Sono giunto nono ed è questa la cosa che mi fa rabbia, perchè mai come questa volta posso dire di avere perso una grossa occasione per conquistare una medaglia».
Ti è mancata dopo l'infortunio alla mano destra ai campionati assoluti di Milano la possibilità di allenarsi con regolarità ed alla fine questo lo hai pagato.
«Nel programma della preparazione c'era la settimana anche di lanci con l'attrezzo leggero per acquistare velocità, purtroppo a causa della ferita aperta ho dovuto rimandare e nell'atletica non si improvvisa nulla. Il martello girava, solo che non c'erano i tempi, nella fase che ha preceduto i Mondiali ho fatto pochi lanci e ieri in pedana si è visto. Mi ero allenato con grande determinazione con il mio preparatore per arrivare a giocarmi fino in fondo la conquista di una medaglia. I presupposti prima degli assoluti di Milano, quando mi sono fatto male c'erano, perché la stagione è stata positiva. La sfortuna che sembrava mi avesse un po' abbandonato, invece è tornata nel momento sbagliato. Ci sono rimasto male, perchè ho perso una grande occasione».
A questo punto vai al mare?
«Niente affatto. Domani torno a casa, ma continuo ad allenarmi, perché ho in programma alcune gare alle quali voglio prendere parte. La mano sta meglio, la ferita si è risarcita quindi posso proseguire ad allenarmi, anche perchè ho voglia di scaricare lanciando il martello tutta la rabbia che in questo momento ho dentro. Pensavo che la Germania mi portasse bene come all'Italia di calcio, e invece a me è andata male, anche se importante è stato essere riusciti a far parte del gruppo di atleti che ha potuto prendere parte ad un campionato del Mondo. Ringrazio come sempre tutti voi che da lontano mi avete fatto sentire il calore della Versilia e di tutta la Provincia».
È rimasto fuori infatti per fare posto al biolorusso Pavel Keyvitski per soli due centimetri (73,72).
«La settimana in cui non mi sono potuto allenare è stata determinante per la mancata qualificazione nel gruppo degli otto finalisti che hanno gareggiato per la conquista di una medaglia».
Hai iniziato lanciando il martello ad una misura che si è avvicinata ai 78 metri.
«Peccato che è stato nullo, altrimenti mi avrebbe portato al terzo posto. Non mi era mai capitato che un secondo lancio consecutivo fosse nullo in diciassette anni di attività. A quel punto sono stato condizionato nel terzo e la misura solo per due centimetri non mi ha consentito di entrare negli otto. Sono giunto nono ed è questa la cosa che mi fa rabbia, perchè mai come questa volta posso dire di avere perso una grossa occasione per conquistare una medaglia».
Ti è mancata dopo l'infortunio alla mano destra ai campionati assoluti di Milano la possibilità di allenarsi con regolarità ed alla fine questo lo hai pagato.
«Nel programma della preparazione c'era la settimana anche di lanci con l'attrezzo leggero per acquistare velocità, purtroppo a causa della ferita aperta ho dovuto rimandare e nell'atletica non si improvvisa nulla. Il martello girava, solo che non c'erano i tempi, nella fase che ha preceduto i Mondiali ho fatto pochi lanci e ieri in pedana si è visto. Mi ero allenato con grande determinazione con il mio preparatore per arrivare a giocarmi fino in fondo la conquista di una medaglia. I presupposti prima degli assoluti di Milano, quando mi sono fatto male c'erano, perché la stagione è stata positiva. La sfortuna che sembrava mi avesse un po' abbandonato, invece è tornata nel momento sbagliato. Ci sono rimasto male, perchè ho perso una grande occasione».
A questo punto vai al mare?
«Niente affatto. Domani torno a casa, ma continuo ad allenarmi, perché ho in programma alcune gare alle quali voglio prendere parte. La mano sta meglio, la ferita si è risarcita quindi posso proseguire ad allenarmi, anche perchè ho voglia di scaricare lanciando il martello tutta la rabbia che in questo momento ho dentro. Pensavo che la Germania mi portasse bene come all'Italia di calcio, e invece a me è andata male, anche se importante è stato essere riusciti a far parte del gruppo di atleti che ha potuto prendere parte ad un campionato del Mondo. Ringrazio come sempre tutti voi che da lontano mi avete fatto sentire il calore della Versilia e di tutta la Provincia».
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