Il dolore
In campo Cervia e Quercia
Mario Neri
◗
Sermattei, numero 7 della QuerciaA giudicare dai valori sulla carta la finale che stasera consegnerà la 38esima testa di miccio del Torneo delle Contrade, sembrerebbe un capitolo già scritto. Di fronte ai nomi e ai piedi che scenderanno al Buon Riposo nell'armata di Prosperi, la Cervia di capitan Giorgi può poco o niente. Ma i pronostici, nel folclore contradaiolo, sono cabala fumosa.
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QUERCETA. A giudicare dai valori sulla carta la finale che stasera consegnerà la 38esima testa di miccio del Torneo delle Contrade, sembrerebbe un capitolo già scritto. Di fronte ai nomi e ai piedi che scenderanno al Buon Riposo nell'armata di Prosperi, la Cervia di capitan Giorgi può poco o niente. Ma i pronostici, nel folclore contradaiolo, sono cabala fumosa.
E inutile contorsionismo per i calciofili del Palio, manifestazione in cui contano anche le antiche ruggini e le rivalità storiche.
A fare la parte del leone nell'ultimo atto della competizione sono sempre agonismo e voglia di riscatto. Un riscatto che cercano soprattutto i biancocelesti di mister Alberti.
L'ultimo trionfo al Torneo della Cervia risale al 2000. Superare i vicini di casa della Quercia significherebbe spezzare uno strapotere che negli ultimi anni è riuscito a far singhiozzare solo la Madonnina dei Tosi, ma soprattutto vorrebbe dire coronare con un altro successo una stagione contrassegnata da trionfi.
Dal Palio corso a maggio i contradaioli biancocelesti assaporano nettare e ambrosia. Nella giostra delle contrade si aggiudicarono tutto: corsa, sfilata, gara dei tamburini e Alabarda d'oro. Sfumò l'en plein per una penalità rimediata nel Tema scenografico.
Si annuncia un match tirato e, forse, avaro di occasioni. Anche perché le truppe scendono in campo con schieramenti simili se non speculari. Entrambi con un 4-4-2 classico con centrale di difesa che si stacca e difensori incollati agli avversari. La differenza potrebbe farla la fantasia e il passo (diverso) di gente come Stefano Menchini.
L'attaccante è abituato a palcoscenici di lusso. In passato ha militato in B e in C e da qualche anno è lo spauracchio delle retroguardie nei campionati di serie D. La Quercia se lo è ritrovato nelle liste come oriundo. Lui finora s'è fatto desiderare, ma visto che il gioco si fa duro, potrebbe arrivare in soccorso dei bianconeri. Menchini ha preso parte ai play off e lì ha steso con una doppietta il Ponte, risollevando una squadra che nel corso del torneo ha alternato buone prestazioni a brutti segnali di declino, come il pareggio strappato in extremis con la Lucertola ad un passo dall'eliminazione.
Per i biancocelesti l'asso nella manica si chiama, invece, Andrea Alberti. In semifinale l'enfant prodige di Strettoia ha schiacciato un pisolino, ora alla Cervia sperano che si risvegli con un sussulto.
L'appuntamento è per le 21,30, allo stadio di Pozzi.
E inutile contorsionismo per i calciofili del Palio, manifestazione in cui contano anche le antiche ruggini e le rivalità storiche.
A fare la parte del leone nell'ultimo atto della competizione sono sempre agonismo e voglia di riscatto. Un riscatto che cercano soprattutto i biancocelesti di mister Alberti.
L'ultimo trionfo al Torneo della Cervia risale al 2000. Superare i vicini di casa della Quercia significherebbe spezzare uno strapotere che negli ultimi anni è riuscito a far singhiozzare solo la Madonnina dei Tosi, ma soprattutto vorrebbe dire coronare con un altro successo una stagione contrassegnata da trionfi.
Dal Palio corso a maggio i contradaioli biancocelesti assaporano nettare e ambrosia. Nella giostra delle contrade si aggiudicarono tutto: corsa, sfilata, gara dei tamburini e Alabarda d'oro. Sfumò l'en plein per una penalità rimediata nel Tema scenografico.
Si annuncia un match tirato e, forse, avaro di occasioni. Anche perché le truppe scendono in campo con schieramenti simili se non speculari. Entrambi con un 4-4-2 classico con centrale di difesa che si stacca e difensori incollati agli avversari. La differenza potrebbe farla la fantasia e il passo (diverso) di gente come Stefano Menchini.
L'attaccante è abituato a palcoscenici di lusso. In passato ha militato in B e in C e da qualche anno è lo spauracchio delle retroguardie nei campionati di serie D. La Quercia se lo è ritrovato nelle liste come oriundo. Lui finora s'è fatto desiderare, ma visto che il gioco si fa duro, potrebbe arrivare in soccorso dei bianconeri. Menchini ha preso parte ai play off e lì ha steso con una doppietta il Ponte, risollevando una squadra che nel corso del torneo ha alternato buone prestazioni a brutti segnali di declino, come il pareggio strappato in extremis con la Lucertola ad un passo dall'eliminazione.
Per i biancocelesti l'asso nella manica si chiama, invece, Andrea Alberti. In semifinale l'enfant prodige di Strettoia ha schiacciato un pisolino, ora alla Cervia sperano che si risvegli con un sussulto.
L'appuntamento è per le 21,30, allo stadio di Pozzi.
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