Sicurezza
Viareggio
Le mani di Mancinifermano il Prato:«Zebre vendicate»
Simone Pierotti
◗
Cristiano CiardelliNella finalissima dei playoff avrei voluto trovarmi di fronte il Viareggio anche per riscattarmi del 3-0 rimediato ai Pini
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VIAREGGIO. Avrebbe voluto giocarsi l'accesso in Prima Divisione contro il Viareggio. Perché ha emesso i suoi primi vagiti tra le corsie del vecchio Tabarracci, ma soprattutto per rispondere a quel brutto 3-0 patito ai Pini. Ad ogni modo ha potuto vendicare le zebre nella finalissima con il Prato e, conseguentemente, festeggiare una promozione che alla vigilia del campionato pareva il sogno di un visionario. C'è pure la firma (e che firma...) di Paolo Mancini, portiere viareggino, nel ritorno del Giulianova in Prima Divisione: i giallorossi abruzzesi hanno perso in casa 1-0 contro il Prato ma, alla luce della vittoria in terra laniera con identico risultato e di una miglior posizione al termine del campionato, sono stati loro a passare.
Paolo, il Giulianova ce l'ha fatta. Ma che fatica...
«Subire gol a 15 secondi dalla fine, con il tempo di recupero già scaduto ma prolungato a causa di una sostituzione, è stata un'autentica doccia fredda: fino a quel momento la partita aveva detto poco, noi meritavamo di più ma lo 0-0 rispecchiava l'andamento dell'incontro. Però la squadra ha reagito bene e, dopo due supplementari che sembravano interminabili, ha potuto gioire: è il giusto coronamento di una stagione sofferta e inattesa, i play-off non se li aspettava nessuno. L'unico rammarico è non aver potuto giocare la finale contro il Viareggio: in campionato abbiamo subito un 3-0, pesante da digerire anche se eravamo matematicamente ai play-off, ed era giusto ritrovarci contro, per non avere rimpianti».
E invece avete trovato il Prato, forse la squadra più ostica da affrontare.
«Quando si arriva ai play-off tutte le squadre sono difficili. Certo, il Prato si è rivelato un avversario rognoso, ma tutti davano come favorito il Bassano che, dopo il cambio dell'allenatore, ha inanellato 15 risultati utili. Ad esser sincero abbiamo giocato meglio proprio contro i veneti e quella vittoria ci ha dato una grande spinta».
Quale partita della stagione appena trascorsa ricordi con maggior piacere?
«Sul piano personale il match casalingo con la Cisco: pareggiammo 0-0 e giocando male, io feci alcuni interventi decisivi per evitare la sconfitta. Però le partite fondamentali sono state altre: il derby con il Celano vinto fuori casa e la vittoria per 2-0 contro il Figline».
Lasciamo da parte il calcio: da giocatore di una squadra abruzzese come hai vissuto il terremoto?
«Tutta la regione è rimasta traumatizzata, non solo il capoluogo: gli alberghi della costa sono tuttora pieni di persone che hanno perso la loro casa. Quando andavamo in ritiro ne incontravamo tante: nei loro volti c'era tanta tristezza e sono immagini che ti colpiscono, ti restano impresse. Da viareggino cresciuto in Garfagnana conosco i terremoti: la scossa è stata forte anche a Giulianova, mi sono svegliato e ho subito intuito l'entità dei danni».
Cosa prevedi per il tuo futuro?
«Questi sono i miei ultimi anni, però mi sento ancora bene: voglio giocare in Prima o in Seconda divisione, dove posso essere ancora determinante grazie all'esperienza e alle mie doti. Qui a Giulianova mi vorrebbero riconfermare, ma vorrei avvicinarmi a casa: le toscane in Lega Pro sono tante».
C'è anche il Viareggio...
«Vero. Conosco tanti giocatori tra i bianconeri, ma anche a Carrara e a Lucca ho lasciato amici e bei ricordi. Nel calcio mai dire mai...».
Paolo, il Giulianova ce l'ha fatta. Ma che fatica...
«Subire gol a 15 secondi dalla fine, con il tempo di recupero già scaduto ma prolungato a causa di una sostituzione, è stata un'autentica doccia fredda: fino a quel momento la partita aveva detto poco, noi meritavamo di più ma lo 0-0 rispecchiava l'andamento dell'incontro. Però la squadra ha reagito bene e, dopo due supplementari che sembravano interminabili, ha potuto gioire: è il giusto coronamento di una stagione sofferta e inattesa, i play-off non se li aspettava nessuno. L'unico rammarico è non aver potuto giocare la finale contro il Viareggio: in campionato abbiamo subito un 3-0, pesante da digerire anche se eravamo matematicamente ai play-off, ed era giusto ritrovarci contro, per non avere rimpianti».
E invece avete trovato il Prato, forse la squadra più ostica da affrontare.
«Quando si arriva ai play-off tutte le squadre sono difficili. Certo, il Prato si è rivelato un avversario rognoso, ma tutti davano come favorito il Bassano che, dopo il cambio dell'allenatore, ha inanellato 15 risultati utili. Ad esser sincero abbiamo giocato meglio proprio contro i veneti e quella vittoria ci ha dato una grande spinta».
Quale partita della stagione appena trascorsa ricordi con maggior piacere?
«Sul piano personale il match casalingo con la Cisco: pareggiammo 0-0 e giocando male, io feci alcuni interventi decisivi per evitare la sconfitta. Però le partite fondamentali sono state altre: il derby con il Celano vinto fuori casa e la vittoria per 2-0 contro il Figline».
Lasciamo da parte il calcio: da giocatore di una squadra abruzzese come hai vissuto il terremoto?
«Tutta la regione è rimasta traumatizzata, non solo il capoluogo: gli alberghi della costa sono tuttora pieni di persone che hanno perso la loro casa. Quando andavamo in ritiro ne incontravamo tante: nei loro volti c'era tanta tristezza e sono immagini che ti colpiscono, ti restano impresse. Da viareggino cresciuto in Garfagnana conosco i terremoti: la scossa è stata forte anche a Giulianova, mi sono svegliato e ho subito intuito l'entità dei danni».
Cosa prevedi per il tuo futuro?
«Questi sono i miei ultimi anni, però mi sento ancora bene: voglio giocare in Prima o in Seconda divisione, dove posso essere ancora determinante grazie all'esperienza e alle mie doti. Qui a Giulianova mi vorrebbero riconfermare, ma vorrei avvicinarmi a casa: le toscane in Lega Pro sono tante».
C'è anche il Viareggio...
«Vero. Conosco tanti giocatori tra i bianconeri, ma anche a Carrara e a Lucca ho lasciato amici e bei ricordi. Nel calcio mai dire mai...».
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