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Gastronomia

Viareggio, apre una nuova rosticceria: la sfida del 34enne Luca Bonaccorsi - «Da noi i piatti “della nonna”»

di Sara Venchiarutti

	Luca Bonaccorsi
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Luca Bonaccorsi

Il locale si chiama “Repubblica dello Spiedo” e si trova sulla via Aurelia Nord: «Era un’attività che mancava in questa zona della città»

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VIAREGGIO. Da un fondo vuoto al pollo arrosto, la pasta al forno, le lasagne. «La nostra tradizione culinaria è fatta di quei “piatti delle nonne”: mi ha sempre appassionato il concetto della cucina verace e veloce», spiega Luca Bonaccorsi, 34 anni. È stata sua l’idea di aprire – insieme alla famiglia e in particolare alla mamma, Cristiana Gemignani, titolare dell’hotel Giulia sul lungomare di Lido di Camaiore - una rosticceria.

Siamo a Viareggio, in via Aurelia, all’angolo con via Pascoli e vicino al supermercato Esselunga. Prima, in quel fondo da 250 metri quadrati, c’era un negozio di sport, fino alla fine del 2025. Poi lo spazio era disponibile e Bonaccorsi, che cercava un fondo, ha scelto quello. Il nuovo locale – che aprirà venerdì, con inaugurazione alle 18 – ha già un nome, ed è anche evocativo: “Repubblica dello Spiedo”.

Si capisce subito quale sarà il pezzo forte: «Abbiamo un girarrosto di quasi 3 metri. Proporremo una cottura diversa di varie tipologie di carni allo spiedo: ora partiamo con pollo, rosticciana e salsicce, poi faremo degli special. Vedremo anche in base a quali piatti piaceranno di più». Alla base, spiega Bonaccorsi, «vogliamo creare un progetto con pochi fronzoli: non ci sarà il servizio al tavolo e non avremo bottiglie di vino, ma fiaschetti che riempiremo». Anche l’interno del locale – in acciaio e legno a vista – è legato alla voglia di offrire un servizio rustico. «Un po’ come andare a pranzo dalla nonna», conferma Bonaccorsi.

Dentro al locale ci saranno circa 60 posti, che «potranno raddoppiare d’estate con lo spazio esterno», spiega Bonaccorsi, che aggiunge: «La nostra filosofia è concentrarci su pochi piatti, fatti bene. Ci focalizzeremo sulle preparazioni allo spiedo, insieme alla parte del banco di rosticceria». Il target sono «i pranzi di lavoro e anche l’asporto («chiuderemo alle 21,30): se la sera non si ha voglia di cucinare, si viene a prendere il cibo e lo si porta a casa. Mancava – sottolinea Bonaccorsi – un’attività simile in questa parte della città». Poi «le persone – prosegue – hanno sempre meno tempo per cucinare, sono di fretta: nelle cucine delle case ci sono sempre meno piatti tradizionali. E spesso negli ultimi anni andare a mangiare in rosticceria è molto costoso: vogliamo riuscire ad avere prezzi concorrenziali». Poi è stato recuperato un fondo, che prima – fino alla fine del 2025 – ospitava un negozio di sport. Un modo per rilanciare una zona cittadina.

Il personale già stato assunto: sei persone tra cuochi e banconisti. «Essendo un lavoro annuale – sottolinea Bonaccorsi – è stato più facile trovare il personale. È invece stata necessaria una scrematura delle candidature: ne sono arrivate tante, ma è più complicato trovare le competenze che si cercano».
 

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