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Viareggio, alla scuola primaria genitori infuriati per il cibo: «Scarsa qualità, abbiamo toccato il fondo»

di Luca Pardini
Uno dei panini dati ai bambini ieri mattina e, a destra, una mela marcia consegnata nei giorni scorsi
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Uno dei panini dati ai bambini ieri mattina e, a destra, una mela marcia consegnata nei giorni scorsi

Nella giornata di mercoledì 14 ottobre poco cibo e di scarsa qualità, sostengono. La risposta di Moreno Pagnini (iCare): «Non lo faremo pagare»

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VIAREGGIO. I genitori dei giovani alunni delle Vera Vassalle sono sul piede di guerra per il servizio mensa offerto ai loro figli. «Oggi (ieri 14 ottobre, ndr) si è toccato veramente il fondo – racconta al Tirreno Eleonora Castoro, rappresentate dei genitori degli alunni di una delle classi – con panini riempiti da una sottiletta e banane annerite».

La giornata di ieri è stata pesantemente condizionata dallo sciopero generale promosso dalla Cgil, motivo per cui iCare (che si occupa della refezione scolastica) aveva già previsto la fornitura di cestini freddi composti da un panino ripieno, un succo di frutta, una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, una banana e una merendina. «Non è che chiedessimo il panino con il caviale, ma possibile che non ci sia stato modo di metterci almeno una fetta di prosciutto? – chiede la rappresentante di classe – ai nostri figli sono stati date due fette di pane con in mezzo una fetta di fontina, in diversi casi pure ammaccata. Tutto questo a fronte di un costo a pasto che supera i cinque euro e che anche oggi è stato regolarmente richiesto».

Uno scenario che ha causato la levata di scudi di molti genitori. «Neanche una fetta di prosciutto della peggior marca, solo un rettangolino della peggior fontina buttata dentro due fette di pane – dice Michelangelo Di Beo, docente della scuola e padre di un’alunna – questo è quello che mia figlia e i miei alunni hanno ricevuto nel sacchetto della mensa nella giornata di sciopero, che rispetto. ICare i soldi li ha presi lo stesso per questo pasto e ai bimbi viene data questa roba qui. C’era anche la frutta, tutte banane nere che non sono state mangiate da quanto erano passate, un succo alla mela, che ho sentito ed era cattivo, e una merendina».

Di Beo, da docente, dice di essersi «vergognato e scusato con i ragazzi e mi assumo anche la responsabilità di aver detto loro che devono dire a casa cosa hanno dato da mangiare – racconta – spero che le famiglie si risentano. E la scuola farà lo stesso, visto che anche a cose normali la qualità della mensa è pessima e che invece viene considerata come una delle mense migliori della Toscana».

Anche secondo la rappresentante Castoro infatti «oggi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – spiega – è dall’inizio dell’anno che abbiamo notato un notevole peggioramento del servizio offerto. Capita spesso che i bambini escano da scuola molto affamati, a volte addirittura siamo venuti a sapere di bambini che non hanno mangiato nulla a pranzo».

Contattato dal Tirreno, il presidente di iCare Moreno Pagnini spiega che «oggi (ieri, ndr) abbiamo dovuto gestire una situazione emergenziale legata allo sciopero generale regionale, garantendo comunque il servizio. Valuteremo con attenzione le criticità segnalate e ci attiveremo con verifiche sull'operato di Cir Food, nostro partner nel servizio di refezione scolastica, con l'obiettivo di migliorare il piano di gestione delle emergenze in ogni fase dalla produzione alla distribuzione. Per dimostrare comunque la serietà dell’azienda e il nostro senso di responsabilità – dichiara Pagnini – garantiamo la massima disponibilità della società a un confronto costante con scuola e famiglie e per i fatti di oggi procederemo ad annullare alle famiglie il costo sostenuto per il pranzo».

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