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Viareggio, fiamme all’ex Macondo: un uomo avvistato da un testimone – Il punto sulle indagini

di Gabriele Buffoni e Roy Lepore

	L'ex Macondo dopo il rogo (foto Iacopo Giannini)
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L'ex Macondo dopo il rogo (foto Iacopo Giannini)

Ma il caso ha posto i riflettori anche sul problema delle bocchette attive per rifornire le autobotti nella zona del vialone

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VIAREGGIO. Si fa sempre più strada l’ipotesi dolosa all’origine dell’incendio che nel pomeriggio di sabato ha devastato l’ex Macondo, storico locale della Darsena viareggina da anni in stato di abbandono e spesso diventato rifugio per senzatetto e malintenzionati (in particolare connessi allo spaccio di stupefacenti).

Sul caso stanno indagando i carabinieri di Viareggio che sono in attesa della relazione definitiva da parte dei vigili del fuoco, intervenuti sul posto per spegnere il rogo fino alla tarda serata di sabato (l’intervento si è concluso non prima delle 22,30).

Le prime ricostruzioni

Ma dalle prime indiscrezioni ad avvalorarsi sempre di più è proprio la pista dolosa. Ai carabinieri infatti sabato pomeriggio sarebbe giunta la chiamata di una donna, testimone dell’accaduto, che allertandoli dell’incendio appena scoppiato avrebbe raccontato ai militari di aver notato un uomo entrare all’interno dell’ex Macondo per poi uscire dall’edificio appena pochi istanti prima della comparsa delle fiamme che hanno divorato la struttura in legno del locale.

Gli inquirenti stanno proprio in queste ore cercando ulteriori riscontri per confermare questa versione e tentare di identificare l’individuo. Non è però da escludere a priori neppure l’ipotesi dell’incidente.

La zona

Come detto l’ex Macondo era diventato da anni rifugio di senzatetto e malintenzionati che in quelle sale – un tempo punto di riferimento per la movida viareggina – avevano creato veri e propri bivacchi, alcuni anche con fornelletti da campo: al momento quindi non è da scartare l’ipotesi che una delle bombole usate possa aver avuto un malfunzionamento e possa essere scoppiata, scatenando il rogo.

Le bocchette

L’incendio dell'ex Macondo ha posto l’accento anche su un altro problema: quello delle bocchette di acqua antincendio presenti in Darsena, in particolare nella zona del viale Europa e nelle immediate vicinanze. Sabato ad esempio i mezzi intervenuti sono andati a fare rifornimento in via Salvatori nei pressi del PalaBarsacchi, allacciandosi a una bocchetta che tra l’altro aveva una pressione bassa, rallentando di fatto le procedure.

Quello che viene da chiedersi è se esista una mappatura dei punti di rifornimento che sia utile per i vigili del fuoco e se le bocchette siano tutte funzionanti, visto che alcune di queste si trovano sul territorio comunale e altre in quello di pertinenza dell'Autorità Portuale.

Si ricorderà che alcuni anni fa, quando divampò l'incendio in uno dei magazzini della ditta Versilia Supply in Darsena, emerse che alcune di queste bocchette non erano in funzione. Una proposta poi avanzata da un operatore della Darsena è quella di utilizzare per esempio l'acqua del mare, anziché quella dell'acquedotto pubblico, come del resto avviene quando gli aerei vanno a rifornirsi in mare o nei laghi, pensando anche a un risparmio economico.

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