Marina di Pietrasanta, aperti solo una decina di stabilimenti balneari: stagione finita anche per i bagni “eccellenti”
Per alcuni rimarrà a disposizione solo il servizio ristorazione
PIETRASANTA. Dalle parti della spiaggia, alla voce stabilimenti balneari, si va avanti a vista. Un doppio sguardo al meteo, un altro al conteggio delle prenotazioni per il ristorante in ottica week end e poi si decide se tenere aperto o meno. In questo fine settimana, sole permettendo, saranno infatti da 10 a 12 su oltre un centinaio gli stabilimenti ancora aperti alla clientela. Fra questa decina non ci saranno però i bagni da copertina più conosciuti del litorale marinello: ci riferiamo al Twiga, al Tala Beach e in parte al Casa Fiori Chiari. Tutti e tre confinati a Fiumetto, tutti e tre chiusi a doppia mandata, per quanto riguarda i servizi su spiaggia, da alcune settimane, tutti e tre con lo sguardo già rivolto alla prossima stagione estiva, quella che sarà lastricata alla sua vigilia o subito dopo dalle aste della Bolkestein.
Ma perché chi ha deciso di investire in modo importante in terra di Versilia acquistando griffe e concessioni decide di fare calare il sipario sulla stagione ai primi albori di settembre? Prendiamo il Twiga che nel 2025 è passato di proprietà da Flavio Briatore alle società di "mr Luxottica" Leonardo Maria Del Vecchio: da qualche anno a questa parte lo stesso Twiga chiude stabilimento balneare, ristorante e discoteca entro la metà del mese di settembre: "tanti saluti a tutti, ci rivediamo per le festività pasquali" è il mantra che viene inoltrato alla clientela. Una modalità che appunto la proprietà Del Vecchio ha deciso di portare avanti: in poche parole il Twiga di Marina di Pietrasanta resta aperto per circa 5 mesi l’anno. In un passato datato, invece, discoteca e ristorante accoglievano i clienti anche nei mesi invernali. Poi l’inversione di rotta.
Per quanto riguarda l’altra concessione nelle mani di Del Vecchio, il Casa Fiori Chiari (ex Bagno Franco Mare), è vero che lo stabilimento balneare ha chiuso i battenti da alcune settimane, ma è altrettanto vero che il ristorante resterà aperto, nei fine settimana, fino al prossimo 10 gennaio. Nel contesto verrà garantito anche un minimo, ma veramente minimo, servizio su spiaggia al cliente desideroso di un barlume di sole. Tutta l’attività ruoterà, dunque, intorno al ristorante.
C’è poi il Tala Beach di Daniela Santanché e Dimitri Kunz: inaugurato a fine maggio ha certificato la chiusura della stagione poco prima della metà del mese di settembre: la riapertura? Anche qui è prevista durante le festività pasquali 2027. Nelle scorse settimane Kunz aveva parlato del progetto di un Tala Beach da trasformare, la prossima estate, in un club con in dote anche un centro benessere, un ristorante ancora più qualificato rispetto all’attuale e forse anche una discoteca. «Ma non saremo mai - la sua chiosa - una sorta di Twiga 2. Confidiamo di potere cominciare in autunno i lavori». Nel frattempo a "resistere" su spiaggia, sotto le nuvole autunnali, sono una decina di concessionari, quelli tenacemente ancorati alle tradizioni di un litorale che guarda con timore al varo delle aste.
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