Lido di Camaiore, dopo 12 anni chiude uno dei negozi di Marco Daddio: «Sistema che non funziona, è un dispiacere enorme»
Il conosciutissimo commerciante e balneare ha abbassato la saracinesca di Jaked store-Tommy uomo che dal giugno 2014 era un punto di riferimento sul lungomare Europa
LIDO DI CAMAIORE. Marco Daddio, balneare e commerciante conosciutissimo, chiude il negozio Jaked store-Tommy nuoto dopo oltre 10 anni di attività sul lungomare Europa a Lido di Camaiore.
L’annuncio
Ad annunciarlo è stato lo stesso Daddio in un post su Facebook. «Tommy Nuoto l’ho cresciuto come un figlio, e non a caso ne porta il nome (Tommaso, ndr) - scrive Daddio - Dal giugno 2014 è stato un punto di riferimento aperto tutto l’anno, sulla passeggiata di Lido di Camaiore. E chi conosce il Lido sa che restare aperti dodici mesi su dodici richiede fegato. In questi anni non abbiamo solo venduto costumi. Abbiamo collaborato con le società sportive, vissuto il territorio, accompagnato atleti e famiglie. Siamo diventati un riferimento di vendita tra i numeri uno per il gruppo Jaked, con risultati importanti costruiti giorno dopo giorno. I momenti più belli? Quelli vissuti insieme al mondo della disabilità, che ci ha regalato emozioni che nessun fatturato potrà mai misurare. E poi vedere le persone a passeggio o mentre facevano sport con addosso i nostri capi, visibilissimi e riconoscibili ovunque. Ogni volta era un piccolo orgoglio».
I cambiamenti che hanno portato alla chiusura
Che cosa è cambiato? «Tutto quello che fai per un’azienda a volte non viene capito. Poi le persone cambiano, e ti ritrovi stretto in una morsa, a dover decidere il da farsi - dice Daddio - La colpa non è nostra. È di un sistema in cui anni di regolarità e onestà non pagano. Un sistema che non riconosce la qualità di un servizio, la continuità aziendale e la stabilità occupazionale. Quattordici anni sono tanti, ma ne avremmo potuti fare altri quattordici, se le condizioni fossero rimaste invariate. Sono invece cambiate su più fronti, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà. Non è stato possibile, e ce ne faremo una ragione. Grazie a tutti voi, di cuore».
Scelta dolorosa
Interpellato sulle ragioni che hanno portato a fare questa scelta, sicuramente dolorosa, Daddio chiede di non entrare nello specifico. Resta l’amaro in bocca a un imprenditore che, oltre a essere titolare del bagno Venezia, è da tempo attivo nel ramo dei negozi. Quindi un professionista esperto, che ha forte radici a Camaiore e a Lido, e anche per questo motivo è molto conosciuto sul territorio. Oltre che per quel suo essere istrionico che lo rende piuttosto popolare nella comunità.La chiusura di un’attività commerciale, al di là delle questioni che la riguardano direttamente e che certamente pesano nella decisione di fermarsi, pone una serie di interrogativi. Intanto la crisi dei negozi di vicinato, in particolare di abbigliamento, che non riescono a ottenere quei ricavi che sono più maggiormente alla portata delle attività di ristorazione. Che non a caso stanno soppiantando le altre. Poi c’è la concorrenza di Internet e dei canali di vendita che sfruttano le cosiddette economie di scala, offrendo prezzi magari più bassi. Il problema che si pone, come sempre, è quello di dover fronteggiare un cambiamento epocale con strumenti ridotti. E non sempre la qualità, che pure rappresenta la chiave di tutto, permette di sopperire al declino del flusso di affari. «Siamo molto dispiaciuti per questa decisione - conclude Marco Daddio - anche per le luci che si spengono su una parte della passeggiata e che rappresentano sempre una presenza sul luogo. Per quanto riguarda il personale, sono dipendenti che stanno con me da tempo e hanno tutta la mia fiducia: troveremo il modo per risistemarli».
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