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Versilia

La crisi interna

Querceta, Pro Loco nella bufera: presidente nel mirino, si dimettono sei membri del consiglio direttivo

di Tiziano Baldi Galleni

	Antonio Giorgi, presidente della Pro Loco di Querceta
Antonio Giorgi, presidente della Pro Loco di Querceta

Attacco a Giorgi: «Non c’è democrazia». La replica: «Da loro offese e aggressioni»

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QUERCETA. Il consiglio direttivo della Pro Loco di Querceta perde sei componenti. In successione, nel mese di agosto, si sono infatti dimessi sei consiglieri, lanciando poi (ieri) un attacco al presidente Antonio Giorgi e alla maggioranza del consiglio dell’associazione di volontariato di Querceta. Che comunque non perderà il suo assetto, con al vertice Giorgi e una maggioranza di 15 consiglieri, potendo portare avanti la gestione degli eventi del Palio dei Micci.

Il direttivo è infatti composto da 21 consiglieri: soltanto con le dimissioni della maggioranza decadrebbe tutta la compagine. A dimettersi sono stati Gabriele Domenici, Alberto Leonardi, Simona Fenu, Rinaldo Biagi, Giacomo Ercolini e Gianluca Cola.

«Con la riunione del consiglio tenutasi il 27 agosto - spiegano i sei ex consiglieri - si è aggravata sensibilmente la crisi interna alla Pro Loco di Querceta, a seguito delle dimissioni di altri due consiglieri nelle ultime ore; ciò dopo i precedenti abbandoni di tre membri, avvenuta dopo la riunione congiunta con i presidenti, tenutasi in data 6 agosto». In totale l’uscita di scena ha riguardato sei componenti. A loro dire lasciando il consiglio in una situazione di «forte precarietà». Il punto di rottura, hanno spiegato, sono state le «dimissioni date e poi ritirate, da parte di Giorgi, il quale aveva motivato la propria scelta lamentando un presunto "ostruzionismo" da parte di una quota di consiglieri - dicono i dimissionari - Una lettura dei fatti, questa, che noi consiglieri uscenti respingiamo con fermezza, rivendicando come legittimo e costruttivo l’esercizio del libero pensiero e della dialettica associativa, erroneamente interpretati come un attacco personale».

La motivazione unanime per i sei firmatari della nota stampa sarebbe «la totale ed evidente venuta meno di un ambiente di lavoro pacifico, sereno e, soprattutto, improntato al rispetto delle regole democratiche e del pluralismo». Secondo i dimissionari «le condizioni attuali non garantiscono più la possibilità di un confronto libero, equo e trasparente».

A replicare è lo stesso presidente della Pro Loco di Querceta, Antonio Giorgi: «In tutta serenità mi preme chiarire quanto segue: concordo sul fatto che si è creato all’interno del consiglio stesso un clima di tensione, manifestatosi con atteggiamenti fortemente offensivi ed aggressivi proprio da parte di alcuni consiglieri ora dimissionari, che spesso ha reso difficile e problematico lo svolgimento delle riunioni del consiglio. Proprio per questo avevo sentito la necessità di "preannunciare" le mie dimissioni affermando che sarebbero diventate esecutive al temine delle manifestazioni di quest’anno. Cosa che non ha avuto seguito, in quanto dopo la riunione congiunta tra i presidenti delle otto contrade ed il consiglio della Pro Loro è stata riconfermata, da parte dei presidenti e dalla maggioranza del consiglio, la fiducia nella mia persona e nell’operato svolto sino ad ora - spiega Giorgi - La maggioranza del consiglio rimane unita nell’intento di proseguire con gli impegni presi per il bene e l’interesse del mondo del Palio, sottolineando che tutte le manifestazioni sono state organizzate in maniere esemplare sotto tutti gli aspetti (organizzativo ed economico) riscuotendo l’unanime consenso da parte degli intervenuti. La Pro Loco non è affatto legata ad un filo ed il consiglio ha ben chiaro tutto quello che dovrà fare nel prossimo futuro, andando avanti nel rispetto del ruolo assegnatogli dalle contrade».

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