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Versilia

L’inchiesta

Versilia, boom di giovanissimi in ospedale per l’alcol – I dati del pronto soccorso

di Gabriele Buffoni

	La folla di giovanissimi nel centro di Forte dei Marmi durante l’intervento di polizia locale e personale sanitario in soccorso della 15enne che aveva abusato di alcol
La folla di giovanissimi nel centro di Forte dei Marmi durante l’intervento di polizia locale e personale sanitario in soccorso della 15enne che aveva abusato di alcol

Ben 38 i casi registrati al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dal 1° al 23 agosto. Più della metà sono ragazzi e ragazze tra i 14 e i 25 anni. L’esperto del SerD: «Spesso si sottovaluta il pericolo rappresentato dagli alcolici, puntando soltanto al profitto»

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VIAREGGIO. L’ultimo caso risale all’ultimo fine settimana in pieno centro a Forte dei Marmi, con una ragazzina russa di appena 15 anni, completamente ubriaca, che ha dato in escandescenze contro gli agenti della polizia locale e i soccorritori che tentavano di aiutarla. Un fatto eclatante, ma purtroppo tutt’altro che un episodio isolato. Nelle prime settimane di questo mese (i dati forniti dall’Asl Toscana nord ovest si concentrano dal primo fino al 23 agosto) sono stati ben 38 i casi registrati di etilismo acuto – che riguardano quindi pazienti con sintomi da intossicazione da alcol – al pronto soccorso dell’ospedale Versilia.

Un numero molto elevato che non ha sorpreso i medici (gli accessi per questo motivo sono pressoché coincidenti con quelli dello stesso periodo del 2025) ma dal quale emerge un dato inquietante: oltre la metà (il 52,63%) riguardano ragazzi e ragazze tra i 14 e i 25 anni. E la percentuale sale se si amplia il range d’età: su 38 casi registrati, sono 24 quelli che riguardano pazienti in età compresa tra i 10 (questa l’età del paziente più giovane trattato questo mese al pronto soccorso di Lido) e i 30 anni, oltre il 63% del totale.

I numeri del fenomeno

Per il personale medico del pronto soccorso versiliese significa una vera e propria piaga. La media infatti è di quasi due casi di etilismo acuto trattati al giorno, tre dei quali sono sfociati in un vero e proprio ricovero a causa della gravità delle condizioni dei pazienti.

Com’è logico ipotizzare, il maggior numero di accessi per intossicazione da alcol si concentra nei fine settimana, che per la Versilia significano feste, eventi e locali presi d’assalto da giovani e anche giovanissimi. Sono infatti 21 i casi registrati tra il venerdì e la domenica nei primi 23 giorni di agosto (in particolare 10 i casi del sabato, 9 quelli della domenica), mentre 17 sono gli accessi divisi sui restanti quattro giorni della settimana (con un particolare picco il mercoledì, con 7 casi registrati).

«Sbagliato sottovalutare»

Il problema è fondamentalmente una questione educativa e culturale. «Gli stessi genitori sono portati a sottovalutare il rischio che comporta l’abuso dell’alcol, soprattutto tra i più giovani – dichiara Emanuele Palagi, psicologo del SerD della Versilia esperto proprio di questo fenomeno – purtroppo non è una novità: cominciammo nel 2005, con un progetto poi riunitosi nel comitato “Non la bevo”, a lanciare un allarme forte sul territorio. Perché bisogna ricordarci sempre che dietro all’abuso di alcolici tra i giovanissimi c’è comunque un adulto che questo alcol lo vende, sebbene sia proibito in Italia venderli a clienti minorenni. Gli adolescenti sono vittima di un sistema che mette al centro, anziché la salute, il mero profitto economico».

Chi arriva in pronto soccorso infatti «è la punta dell’iceberg del problema – spiega Palagi – perché non si può prescindere dal rispetto dei divieti. E non parlo solo di locali e bar, ma anche della grande distribuzione: la legge è la stessa per tutti. Da parte degli adolescenti poi la ricerca dell’alcol è spesso dettata non dal piacere o dal gusto, quanto piuttosto dalla difficoltà nel gestire l’ansia sociale e dalla diluizione della responsabilità dovuto alla concezione del “gruppo”, il cui scopo della serata, favorito dalla facilità di accesso ai superalcolici, è proprio quello di ubriacarsi. Molto pericolosa, perché abbassa la percezione del rischio: per questo è sbagliato da parte dei genitori sottovalutare il pericolo rappresentato dall’alcol».

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità «sarebbe opportune che i minori e gli over-65 non consumassero del tutto alcolici – spiega Palagi – nei giovani in particolare sappiamo che il sistema nervoso conclude il suo sviluppo intorno ai 25 anni, quindi sarebbe opportuno non bere alcun tipo di sostanza alcolica o sostanze psico-attive, come cannabis o nicotina, prima di quest’età. Non dimentichiamoci inoltre della sicurezza stradale: sotto i 30 anni gli incidenti stradali sono la prima causa di morte, e una gran numero è dettata proprio dall’abuso di alcolici».

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