I nostri soldi
Da “Abbronzatissima” a “Sapore di sale”, quei tormentoni nati nella Versilia regno dei vip
Da Mina a Gino Paoli, da Celentano a Renato Zero. Dalle notti incandescenti di Focette alle feste del Marco Polo, un viaggio nella stagione in cui la costa toscana dettava mode, lanciava canzoni e trasformava ogni incontro in una storia da raccontare
VERSILIA. Qual è quest’anno la canzone dell’estate? Non c’è. Qual è il ballo dell’estate? Non c’è. Qual è il locale di gran moda e frequentazione? Non c’è. La Versilia è affollata da centinaia di migliaia di ospiti, moltissimi i giovani. La Versilia è ancora inondata di musica: se non altro ci ha pensato Mimmo D’Alessandro a BussolaDomani. Però sono cambiati i tempi. I giovani fanno ritrovo attorno ai cellulari, la musica “tom tom” proviene dai social, facciamo mente a ciò che la modernità ha polverizzato. È chiusa la Capannina di Forte dei Marmi venduta dai Guidi agli Armani. Dicono che riaprirà tra un anno.
È chiusa la Bussola di Focette. E sono chiusi “Il Gambino” e “La perla del Bosco”, il “Galeone”, “L’Hop Frog” e il Caprice (prima Piper) e il Cavalluccio Marino a Lido di Camaiore, il Kama Kama (già Linus) e il Carillon, La Caravella e Oliviero. Se Alberto Sordi del film “Una vita difficile” tornasse a cercare sua moglie dovrebbe correre al supermercato. Perfino il Gancino e il Meto sono chiusi da un pezzo.
Ma non bisogna soffrire la nostalgia, i giovani non la soffrono. Trascorrono le sere con la bruciante musica del Fanatiko sulla Passeggiata, ma che echi hanno di Mina, di Gino Paoli, di Celentano, di Renato Zero, di Peppino di Capri? Per ritrovare le star dello spettacolo in Versilia occorre sfogliare i libri. E così ecco riaffiorare i ricordi, anche le canzoni e i balli dell’estate quando sfrecciavano le spider di Gassmann-Trintignant nel film “Il sorpasso” quando si girava “Sapore di sale” dei fratelli Vanzina con le struggenti Isabella Ferrari e Virna Lisi.
Negli anni ‘60 fu “Tintarella di luna” la prima hit estiva. Mina la cantò alla Bussola davanti ad un Sergio Bernardini con la faccia del giocatore che ha l’asso nella manica. E nessuno ci credeva. Era tinta davvero e abbronzata Mina, poiché solo due estati prima, nel ‘58, quando alla Bussola splendevano i Four Saints e Fred Buscaglione e Carosone e indiavolava il “Madison” come ballo, lei era poco più di una ragazzetta che se la filava in spiaggia coi coetanei sedicenni.
Bernardini la ignorava. Era preso da Marino Marini, da Bruno Martino, da Ornella Vanoni, da Van Wood. Poi una notte, a Roma, gli si parò davanti questa ragazzetta bruna, elettrica, voce a squillante, e lui scommise e se la portò in Bussola. Cambiò la storia del music hall. Perfino re Faruk, in esilio dall’Egitto, si invaghì di lei. Ma Mina amò Walter Chiari e con lui perdette la tintarella nelle notti incandescenti dell’hotel Tirreno dei Fazzini.
Poi la canzone dell’estate fu preda di Rocco Granata (1961) e del mitico Nico Fidenco (1962) e di Bruno Martino con motivi quali “Marina”, “Legata ad un granello di sabbia”, “Estate”. Ma vi erano altri palcoscenici in riviera. Al Gran Caffè Margherita, ad esempio, si esibivano Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Claudio Villa. Michelino D’Amico, il fantasioso chitarrista napoletano doc, sparigliava da Fappani. La Passeggiata era tutta luci e suoni, le orchestrine impazzavano. Ma le spider d’epoca, coi volti noti, approdavano al maestoso Principe al Marco Polo, gestito dalla coppia Marconcini-Montaresi. Qui si facevano e disfacevano miss agli ordini del playboy Tonino Rispoli. Le reginette erano quasi sempre Stefania Sandrelli, Cristiana Orsi, Maritza Strati, Franca Cavallacci, Lucia Vasilicò. In giuria si notavano il poeta Giuseppe Ungaretti e Mina. Ai microfoni si alternavano Tony Dallara, un urlatore, e Edoardo Vianello con “Abbronzatissima”. E a poche centinaia di metri sbocciò l’amore tra Stefania Sandrelli e Gino Paoli che nel 1964 fu prima in hit con lo stupefacente “Sapore di sale”. Chi sapeva di sale baciandola? Ma Paoli di sicuro, con Stefania, che consumarono la loro passione tra La Capannina del Marco Polo e la Bussola così l’aveva fotografata e lanciata, con la sua bocca ridente, il settimanale Le Ore. Paoli aveva davvero il gusto della spiaggia, delle vacanze in Versilia che cantò in maniera indimenticabile.
Poi vennero gli scherzosi Little Tony con “Riderà” e nel 1967 Rocky Roberts con “Stasera mi butto”. Ma un’altra pista dorata, a Viareggio, fu il bagno Nettuno di Oreste Giannessi. Anche il nipote che lo gestisce ora si chiama così. Li si sono esibiti Giacomo Puccini e c’è ancora il “suo” pianoforte. Eppoi Mina e Celentano e i Cugini di Campagna. Chi vi fece le ore piccole fu Fred Buongusto che improvvisò la strafamosa “Rotonda sul mare” (1964).
I famosi anni ‘60 si chiusero con un altro brano celeberrimo “Acqua azzurra acqua chiara” di Lucio Battisti cantata alla Bussola, rea l’entusiasmo di un pubblico che ormai stava lasciando i tavoli, le rose, lo champagne, per i più vasti spazi, gli stadi. Sarebbero poi giunti Renato Zero, Vasco Rossi, Jovannotti, niente più dame in abiti fruscianti e tipi come l’industriale di Arezzo Mario Lebole, che entrando in Bussola esclamò: «Cameriere, champagne per tutti i tavoli». Non era Crystal, fortuna sua...
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