Cinquant’anni della trattoria “Da Franca”, l’ultima attività rimasta nel borgo di Farnocchia
La storica titolare ha 87 anni e ancora lavora nella cucina del suo ristorante tipico: «Ma la nostra longevità è frutto del supporto dei miei figli»
STAZZEMA. Ci sono luoghi che smettono di essere semplici attività commerciali per diventare parte integrante della vita di una comunità. La Trattoria “Da Franca”, nel borgo di Farnocchia, rappresenta da mezzo secolo uno di questi luoghi. E ieri – 26 giugno – il locale ha celebrato cinquant'anni di attività.
Il traguardo speciale
Un traguardo che coincide con la storia personale di Franca Ulivi, anima della trattoria e testimone di un paese che nel tempo è cambiato profondamente, e in seguito con quella dei due figli. «Ho 87 anni e mi sento ancora una donna energica – racconta – ancora assai attiva nella mia trattoria. Questa attività era nata come bottega alimentare, poi chiusa nel 2024, oltre al bar e alla trattoria che sono ancora attivi».
La trattoria si trova nella località Carmine, nel centro dell’abitato di Farnocchia, e da sempre rappresenta un punto di riferimento anche per i tanti visitatori che salgono fino alle pendici delle Alpi Apuane (ad esempio dal paese si accede al sentiero per il monte Gabberi o per passare a piedi il valico di Compito e raggiungere il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna). «Da quello che riesco a ricordare, questa attività quando ero giovane era gestita da Oreste e Teresina Ulivi. Loro figlio Luigi, morto nella Prima guerra mondiale, lasciò a condurre il lavoro sua moglie Armida, che aveva due figli, Mari e Ilia. Fu lei, insieme a Germano Prospero, a portare avanti l'attività per molti anni. Poi la figlia Mari, che sposò un santannino di nome Germano, continuò il lavoro per molti anni».
La storia
La storia di Franca si intreccia con quella della bottega e della trattoria all'inizio degli anni Sessanta. «Cominciai a lavorare nella bottega come tuttofare e nel ristorante come cameriera, aiuto cuoca e domestica. Mari e Germano avevano un solo figlio, Danilo, che sposò Aurora. Quando Danilo decise di tenere solo la bottega, gli anziani lasciarono le redini e cedettero a me il bar e la trattoria. Era il 26 giugno 1976».
Da quel giorno, la gestione della trattoria è diventata il centro della sua vita. Nel 1984 arrivò anche la responsabilità della bottega alimentare. Ma il successo dell'attività è stato anche una storia di famiglia. «Devo riconoscere che il successo e la longevità dell'azienda sono da attribuire anche al supporto dei miei figli Claudio, Roberto e Serena, che hanno sempre collaborato in vari modi». Claudio ha imparato il mestiere della cucina al fianco della madre. «Ha appreso i miei metodi, la capacità di scegliere la qualità dei prodotti e gli accorgimenti necessari per preparare piatti genuini e saporiti». Roberto, invece, è diventato il volto della sala. «È un asso come cameriere – racconta orgogliosa – veloce e preciso, riesce a memorizzare le ordinazioni senza nemmeno appuntarle».
Un punto di riferimento
Oggi la Trattoria Da Franca rappresenta anche un presidio fondamentale per il paese. Il locale è infatti rimasto l'unica attività aperta a Farnocchia, forte della sua tradizione locale come il tordello farnocchino. «Negli anni ci sono stati acciacchi personali e tante difficoltà, ma non ho mai mollato – prosegue la titolare – ho affrontato ogni ostacolo con volontà, perché il mio lavoro e questo luogo sono sempre stati la mia ragione di vita. Sono trascorsi cinquant'anni e ripenso ogni giorno, con riconoscenza, a ogni fatica sostenuta e alla forza che mi hanno dato i miei figli.
«Cinquant’anni di attività – commenta il vicesindaco di Stazzema Alessandro Pelagatti – rappresentano un traguardo straordinario, soprattutto in una piccola comunità montana come Farnocchia. Essendo rimasta l’unica attività del paese, il suo valore va ben oltre quello economico rappresenta un presidio di vita, di accoglienza e di identità per tutta la comunità».
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