Il Tirreno

Versilia

Fa discutere

Carnevale di Viareggio, feste rionali: niente musica fuori da bar e pub. I titolari: «Così si ammazzano le attività»

di Donatella Francesconi

	Festa di Carnevale in via Battisti grazie alla proposta del bar enoteca H2NO
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Festa di Carnevale in via Battisti grazie alla proposta del bar enoteca H2NO

La regola vale per chi si trova nei 200 metri dalle feste rionali

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VIAREGGIO. È il primo a ricordare – con gli addobbi del bar-enoteca H2NO di via Garibaldi, angolo via Battisti – che sta per “scoppiare” il Carnevale. Simone Simoni, carnevalaro doc e coriandoli nel sangue ha rilevato l’attività, trasformandola completamente, cinque anni fa, in piena emergenza pandemia da covid. Insomma, non è commerciante facile da spaventare. Ma quella dicitura delle norme comunali (norme che recepiscono indicazioni della questura) in occasione delle feste rionali lo ha davvero amareggiato: «Qualcuno della gestione della città ci nega la possibilità di sviluppare il nostro lavoro. Lo vieta a noi, che paghiamo tasse e suolo pubblico per 365 giorni all’anno, per dare ascolto a problemi interni alle feste rionali creando un regolamento che chiede alle attività, entro i 200 metri dai limiti della festa, di non “fare aggregazione”».

In particolare, il punto 4 del regolamento recita: «È fatto obbligo ai titolari dei pubblici esercizi inseriti nella festa rionale nell’ambito di 200 metri dall’area di svolgimento della stessa di utilizzare gli impianti fonici esclusivamente all’interno del locale di somministrazione». Niente musica nelle verande dove si consuma l’aperitivo pre rione o si cena evitando la calca degli stand e niente orchestrine esterne, molte delle quali vero elemento di richiamo. Le disposizioni comunali, infatti, continuano: «Non potranno essere installati diffusori di musica all’esterno dei locali, ivi comprese le aree concesse in uso al pubblico esercizio. La musica, così come stabilito dal vigente regolamento comunale, dovrà essere di mero allietamento musicale». Problema che ritorna, puntuale, a Viareggio. Dove non c’è amministrazione che non abbia ingaggiato la propria “guerra” alla musica dei locali, Passeggiata compresa.

La voce di Simonini non è la sola e i commercianti toccati dalle regole che prevedono anche piatti e bicchieri in carta per tutte le somministrazioni all’esterno, che siano d’asporto oppure no (ma qui entrano in gioco le richieste di altri Enti sul fronte sicurezza, anche se gustare vino da enoteca in bicchieri di carta è una eresia) si augurano che vi sia ancora uno spiraglio: «Gli errori si possono correggere e ci auguriamo che questo venga corretto velocemente», sottolinea il gestore del bar/enoteca. Il quale aggiunge: «Il Carnevale è da sempre una boccata di ossigeno, per le attività, in un periodo commerciale morto dell’anno. Se anche questo ci viene negato è difficile poter immaginare un futuro in un centro già sfigurato da seconde case vuote, fondi sfitti, un mercato settimanale inutile, e un abbandono evidente. Si tratta di un regolamento che, oltretutto, tocca soltanto noi in quanto, cartina alla mano, durante il rione Croce Verde-Vecchia Viareggio le attività della Darsena potranno fare ciò che vogliono come pure tutte le altre attività del centro e di corso Garibaldi. Voglio ricordare che lo scorso anno il punto musica del Rione Croce Verde è stato interamente pagato da me ed ho anche dato un contributo alla Croce Verde».

La collaborazione, dunque, non solo è possibile ma è nella realtà dei fatti senza che né feste rionali né attività commerciali siano state penalizzate dalle attività che ciascuno ha messo in campo per vivere a pieno il Carnevale più vero, quello delle strade che si animano di maschere. 

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