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Viareggio, l’influenza sta travolgendo il sistema. La colpa? «Troppi pochi vaccinati over 60»

di Matteo Tuccini

	L'ospedale Versilia
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L'ospedale Versilia

L’Asl e i medici di famiglia: «La copertura attuale della popolazione è insufficiente»

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VIAREGGIO. L’influenza ha picchiato duro anche sulla Versilia. E sta continuando a farlo: il picco dell’ondata invernale, secondo i medici, dovrebbe essere in questi giorni. Nel frattempo decine di persone, soprattutto anziane, sono finite al Pronto soccorso e sono state ricoverate in ospedale per le conseguenze del virus influenzale: broncopolmoniti e in generale problematiche alle vie respiratorie, «che in alcuni casi possono compromettere anche le funzioni cardiache», spiega il dottor Franco Barghini dell’Igiene e sanità pubblica Asl.

È molto pesante l’impatto del virus stagionale, anzi dei virus «che sono diversi e possono colpire anche nello stesso momento, causando polmoniti», spiega Barghini. Un impatto che comporta costi in termini di salute delle persone, ma anche di risorse economiche. «Perché un ricovero in meno, oltre a rappresentare una condizione di salute migliore per il diretto interessato, significa un impiego minore di risorse della sanità – aggiunge Barghini – e questo dobbiamo cominciare a dirlo e a capirlo sempre meglio. L’invecchiamento della popolazione e la gestione sempre più difficile dei fondi alla sanità ce lo impongono».

Pochi vaccinati over 60 per avere la giusta copertura

Perché, nonostante la campagna vaccinale che sembrava andare forte, ci siamo ritrovati in questa situazione? «Per avere una copertura efficace, che faccia davvero la differenza – risponde il medico dell’Asl – bisognerebbe vaccinare contro l’influenza almeno il 75% della popolazione sopra i 60-65 anni». I dati dell’ultima campagna di prevenzione non ci sono ancora, ma una cosa è certa: siamo lontani. «In una situazione come la nostra – continua Barghini – è evidente che gli effetti della campagna vaccinale si vedono relativamente. Ancora oggi abbiamo persone di 80-85 anni, oppure più giovani ma con patologie cardiache o diabetiche, che non si sono vaccinate. E per questo sono più esposte alla virulenza dell’attacco influenzale. Ecco perché vediamo tanti accessi e tanti ricoveri in ospedale, con un quadro clinico complicato per il paziente che rischia conseguenze serie per la propria salute e il futuro percorso di vita».

I rischi e i rimedi

Le vaccinazioni, quindi, non sono fatte in numero sufficiente per contenere il virus. «Non dico che tutti i ricoveri sarebbero evitati, però la protezione sarebbe sicuramente più efficace. L’influenza è una malattia seria, ma non è percepita come tale – dice Barghini – E non è la sola: ricordiamoci, ad esempio, che c’è ancora il Covid. Ci sono virus diversi che possono colpire nello stesso momenti e provocare polmoniti, o problematiche che arrivano fino al cuore. Il quadro clinico può aggravarsi, con conseguenze importanti per la qualità della vita. Perciò è importante vaccinarsi, e lo si può fare anche adesso: proteggersi è sempre una buona scelta. Più il sistema immunitario viene stimolato positivamente, più la risposta del nostro organismo agli attacchi esterni sarà efficace».

Anche secondo i medici di famiglia «la vaccinazione resta una linea di difesa fondamentale contro l’influenza, che alcune persone continuano a non percepire come importante – dice il dottor Alessandro Squillace, referente dei medici di base versiliesi – È fondamentale che anche la cittadinanza, al di là di chiedere più servizi, si assuma la sua quota di responsabilità. Può trarne beneficio non solo la propria salute, ma anche la comunità». Durante le feste natalizie i medici di famiglia sono finiti nel mirino perché, a fronte di un boom di malati, l’intero sistema – compresi guardia medica e Pronto soccorso – è stato travolto: manca filtro dal territorio, si è detto. «I medici di famiglia hanno fatto il loro lavoro, fermo restando che non si può lavorare 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 – replica Squillace – Ma c’è una cosa che bisogna capire: i medici scarseggiano ovunque. Finché la situazione sarà questa, il sistema rischierà sempre di andare in tilt».  l

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