Il Tirreno

Versilia

L'incidente

Seravezza, cade in bici per colpa di un cane: proprietaria deve risarcirlo

di Pietro Barghigiani
La galleria del Cipollaio a Seravezza
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La galleria del Cipollaio a Seravezza

Dovrà versare circa 40.000 euro per le lesioni provocate dall'animale

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SERAVEZZA. Stava scendendo con un gruppo di amici in sella sua bici dalla galleria del Cipollaio quando, a una velocità di poco inferiore ai 40 km/h, si ritrovò davanti alla ruota anteriore un cane sbucato da una stradina. Un ostacolo imprevisto e inevitabile. E per il ciclista, un 66enne residente in Versilia, la caduta fu la naturale conseguenza dell’impatto con l’animale, rapido nel rientrare verso casa infilandosi in un viottolo laterale.

La condanna a pagare

Per quella caduta con serie lesioni, per le quali fu necessario anche ricorrere a un intervento chirurgico, la proprietaria del cane è stata condannata a risarcire il cicloamatore con quasi 40mila euro. È stato riconosciuto un danno patrimoniale e anche morale per le sofferenze interiori affrontate dall’uomo.

L’attività di indagine della polizia municipale di Forte dei Marmi si è svolta con un approccio fatto di raccolta di testimonianze e anche riconoscimento fotografico, quello del cane causa dell’incidente. Un’attività di ricostruzione dei fatti effettuata con tutti i crismi.
Cos’è successo
È la mattina del 12 settembre 2020 quando avviene, nei pressi del ristorante “La Pollaccia”, l’urto animale-ciclista sulla Provinciale d’Arni. Il gruppo in bici procede in direzione monti-mare. All’improvviso appare in strada un cane «sul ciglio sinistro della carreggiata proprio nel momento in cui sopraggiungevano il comparente (il ferito, ndr) e i suoi amici, con una mossa improvvisa e fulminea il cane iniziava a correre verso l'opposta corsia sulla quale stavano procedendo i ciclisti e, tagliando loro la strada, andava a colpire la bicicletta condotta dal 66enne che stava al momento percorrendo il tratto di strada nel proprio senso di marcia».

Sul posto gli agenti avviano l’istruttoria andando subito nella casa dove i testi avevano visto dirigersi il cane. Li riceve il padre della proprietaria dell’animale che quasi ha un presentimento: «Forse so perché siete qui» dice ai poliziotti che fotografano il cane presunto colpevole.

Le testimonianze prese in strada, poi confermate in aula con il riconoscimento fotografico, convincono il giudice su “identità” e proprietà del cane.
Il perché della condanna
«Il cane raffigurato nelle foto scattate dagli agenti è stato, altresì, riconosciuto dai testi e essere quello che ha causato la caduta dalla bicicletta – scrive il giudice –. Pertanto, sul cane che ha provocato il sinistro sussistono plurimi indizi gravi, precisi e convergenti di appartenenza del medesimo alla convenuta , dovendosi ritenere raggiunta idonea prova al riguardo». Accertata la colpa del cane, il Tribunale ha escluso negligenze per il cicloamatore «non essendo ravvisabile nella condotta dell’attore alcuna efficienza causale nella determinazione dell’urto della bicicletta con l’animale e della conseguente caduta a terra del ciclista».

 

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