Il Tirreno

Versilia

Il caso

Massarosa, infiltrazioni e allagamenti nella proprietà privata: ora il comune pagherà

di Gabriele Buffoni
Tratto della via del Monte di Balbano
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Tratto della via del Monte di Balbano

La Corte d’appello ha condannato il Comune a mettere in sicurezza l’area

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MASSAROSA. Oltre 11 anni di disagi per allagamenti e danni a una proprietà privata lungo via del Monte di Balbano. Così adesso il Comune di Massarosa dovrà rifare i lavori per la messa in sicurezza idrogeologica di almeno un primo tratto di strada. Anche perché a ordinarlo è la Corte di appello di Firenze che con una sua sentenza ha messo nero su bianco l’obbligo per l’amministrazione di rimettere mano al sistema di regimazione delle acque perché «attualmente – si legge nell’atto – le canalette risultano inefficaci, intasate e sottodimensionate».

La sentenza del tribunale fiorentino arriva proprio al termine di una causa che ha visto un privato cittadino massarosese vincere già in primo grado contro il Comune presso il Tribunale di Lucca per danni provocati alla sua proprietà in seguito a questo fenomeno già 11 anni fa. L’assicurazione dell’ente (dopo la prima sentenza del 2020) è stata costretta a rimborsarlo per oltre 19mila euro ma da allora niente è stato fatto per migliorare le condizioni della strada. Tant’è che negli ultimi due anni episodi simili non hanno fatto che ripetersi.
La vicenda
Ma andiamo con ordine. Nel 2012 il Comune di Massarosa decise di investire 40mila neuro per la messa in sicurezza e la regimazione delle acque meteoriche in una serie di frazioni del territorio. In base al progetto definitivo approvato dall’ente lungo via del Monte di Balbano la ditta incaricata avrebbe dovuto consolidare la zanella in terra già esistente con l’utilizzo del cemento armato, mantenendo tuttavia una canalizzazione per lo scolo delle acque.

A lavori ultimati però – come confermato dalla stessa consulenza tecnica incaricata dal Tribunale di Lucca nel primo grado della causa civile – la zanella risultò essere tombata, rappresentando una difformità rispetto al progetto originario e scatenando in seguito alle piogge del settembre 2013 un ingente allagamento in tutta la zona: fu in quell’occasione che le pesanti infiltrazioni di acqua portarono a smottamenti e frane nella proprietà del cittadino massarosese che ha poi fatto causa al Comune. «Nel 2020 c’è stata una prima sentenza – conferma l’avvocato Giulio Taliani di Lucca, che ha difeso gli interessi del residente contro il Comune – che ha condannato il Comune di Massarosa a risarcire il mio cliente per i danni che in quell’occasione gli furono provocati». Quantificando: ben 19.650 euro (più Iva). «Ma in primo grado il Tribunale non si è pronunciato sulla necessità che il Comune svolgesse i lavori per rimettere a posto la situazione della strada – spiega il legale – per questo abbiamo deciso di presentare appello, affinché si facessero i lavori necessari a evitare il ripetersi di quanto già accaduto». Dopo altri quattro anni la Corte d’appello di Firenze si è così pronunciata con una nuova sentenza di condanna nei confronti del Comune. Costretto «ad adeguare la zanella agli standard stimati nel progetto definitivo del 2012 – si legge nell’atto – e dovrà predisporre un cordolo e un fosso di guardia alla testa dei terreni sotto strada per impedire che eventi piovosi estremi possano causare cedimenti nel futuro».

L’attuale amministrazione si è così già attivata. «Una ditta provvederà quanto prima alle operazioni di ripristino necessarie – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Stefano Natali – ma oltre a questo primo tratto ci stiamo preparando per i lavori che interesseranno tutta la strada, che presenta altre e anche maggiori criticità: la Regione ha già stanziato un milione di euro per il primo lotto ma, nel complesso, l’intervento richiederà circa 3 milioni per essere ultimato».

 

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