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Marina di Pietrasanta, i balneari preparano gli investimenti per superare le aste: il ruolo dell’atto formale

di Luca Basile
Una veduta di Marina di Pietrasanta (foto Roberto Paglianti)
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Una veduta di Marina di Pietrasanta (foto Roberto Paglianti)

Una ventina di concessionari pronti a presentare il cosiddetto atto formale

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PIETRASANTA. Le aste incombono (ancora tre anni e poi la concessione demaniale verrà assegnata al migliore offerente) e così, dopo lunghe titubanze, dalle parti del litorale di Marina si corre di gran corsa ai ripari. Come? Attraverso la richiesta, al Comune, di un atto formale: richiesta che è già oggi nelle intenzioni di circa 20 concessionari, con il numero, però, destinato a impennarsi già nei prossimi giorni.

Ma cosa sono gli atti formali, apparente “via di fuga” per molti concessionari? In sostanza i balneari interessati, sulla falsariga di quanto fatto su larga scala in passato in altre realtà turistiche, leggi Camaiore, presenteranno a breve all’amministrazione comunale la richiesta per ottenere una nuova concessione, dai 6 ai 20 anni di durata, in base alla presentazione di un piano di investimenti. «Una soluzione che, vista la complessità del quadro normativo e le sue continue evoluzioni, fino a poco tempo fa non avevamo preso in particolare considerazione a Marina di Pietrasanta – fa sapere il presidente del Consorzio Mare Versilia Francesco Verona – con la ratifica delle modifiche alla legge regionale 31 gli scenari sembrano però essere cambiati. In poche parole oltre a individuare migliori condizioni per la partecipazione alle procedure comparative e a tutelare l’identità tradizionale del nostro turismo balneare, con la legge regionale si aggiunge la previsione del riconoscimento di un equo indennizzo da corrispondere al concessionario uscente da parte dell’eventuale concessionario subentrante. Questo con l’intento della salvaguardia degli investimenti effettuati dalle imprese. Un elemento, l’equo indennizzo, di grande rilevanza perché nel momento in cui il Comune dice sì all’atto formale richiesto dal concessionario è al tempo stesso bandita una gara pubblica su quella stessa concessione: in caso di offerta maggiore da parte di un nuovo soggetto quest’ultimo dovrà appunto corrispondere una somma tenendo conto anche dell’avviamento commerciale. Quello che doveva fare il Governo Meloni, in poche parole, lo ha fatto la Regione. Resta da capire se il decreto del Governo, sempre riferito alle aste, una volta convertito in legge prevarrà o meno sulle disposizioni regionali. Se abbiamo parlato di recente con il Comune? Sì, ma a breve avremo altri incontri. E proprio al Comune chiediamo chiarezza sulla questione e se è quindi a favore o meno del rilascio degli atti formali. Ad oggi sono otto gli stabilimenti balneari che hanno già ottenuto negli ultimi anni il via libera al piano di investimenti, ma il numero sembra destinato ad aumentare».

“Attendista” il sindaco Alberto Giovannetti: «Noi non siamo contrari a niente e con i balneari il rapporto è ottimo. Forse la cosa migliore, in questo momento, è aspettare la conversione del decreto in legge ed eventuali modifiche. Sono infatti convinto che l’intenzione del Governo sia quella di migliorare l’attuale decreto. Vediamo, quindi, la legge che uscirà dal Parlamento e poi agiremo di conseguenza: credo che sia questione di pochi giorni. Al tempo stesso ci organizzeremo – precisa Giovannetti – per dare seguito alle procedure relative alle gare».


 

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