Gioco
Si è spenta a 89 anni Liana Mazzei, la nonna “ultrà” dei fratelli Tosi
Pietrasanta: appassionata di calcio, tifava a squarciagola per i nipoti
PIETRASANTA. Si è spenta all’età di 89 anni Liana Mazzei, conosciuta non solo perché fino al 1993 aveva condotto un negozio di abbigliamento e di biancheria per la casa ma anche perché era una grande appassionata di calcio: un amore, quello per il pallone, che divenne letteralmente incontenibile quando a calcio cominciarono a giocare i nipoti, Federico e Francesco, la coppia di fratelli più forte della storia del calcio pietrasantino, punta inarrestabile il primo, centrocampista dai pieni gentili il secondo. Federico Tosi, classe ‘79, ha fatto gol a caterve in ogni categoria, dai dilettanti, dove tuttora gioca, fino alla serie C; Francesco Tosi, classe 1980, ha iniziato in serie D nella stagione 1997/8 ed ha appeso le scarpette al chiodo il giugno scorso, dopo ben ventisette stagioni, al termine del campionato di Promozione disputato con la maglia biancoceleste.
La costante di ogni partita dei fratelli Tosi era lei, la nonna in tribuna, che commentava rumorosamente ogni azione di gioco: alcuni suoi slogan erano diventati una simpatica consuetudine per gli appassionati di calcio e finché ha camminato non ha saltato insieme al marito una partita degli amati nipoti, non importa se giocassero in Versilia o a Valenza Po’ in Piemonte dove ha militato per una stagione Federico in serie C.
“La nonna dei Tosi”, così era stata ribattezzata, non mancava mai. «Mia mamma – ricorda la figlia Cinzia – aveva la passione per il calcio sin da ragazza. Poi i nipoti hanno cominciato a giocare a calcio e lei, chiusa l’attività commerciale, ha cominciato a seguirli in ogni dove: allenamenti e partita, sole o brutto tempo, era in tribuna. Fino a che ha camminato autonomamente ha voluto andare allo stadio per seguire Federico e Francesco. Si è spenta alcuni giorni fa serenamente».
Una serenità che davvero non era una consuetudine per Liana che allo stadio si scatenava nel tifo e ne aveva per tutti. Una bella figura che lascia le tribune degli stadi versiliese, apprezzata per la sua veracità, per il fatto di non avere peli sulla lingua, ma allo stesso tempo per l’amore per i colori della maglia dei nipoti che adorava sopra ogni cosa e che l’hanno ricambiata sempre con tanti gol e tante magie in campo e con il rispetto verso il calcio, i compagni di squadra e gli avversari, marchio di fabbrica della famiglia.
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