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Proroga concessioni balneari, Pierucci (Camaiore): «Sono sbalordito, sospenderemo subito le procedure avviate»
Stop a Camaiore alle pratiche relative a dodici bagni: ecco quali sono
CAMAIORE. Sbalordito. È l’aggettivo che Marcello Pierucci, il sindaco dell’unico comune versiliese che aveva già avviato le procedure per organizzare le aste, ripete più di una volta commentando il decreto legge che di fatto ha rinviato di tre anni l’applicazione della direttiva Bolkestein. Ovviamente il fatto che i balneari di Lido abbiano più tempo a disposizione viene accolto come un fatto positivo («noi vogliamo tutelare le nostre aziende» sottolinea) ma il primo cittadino di Camaiore non può nascondere lo sconcerto per la piega che ha preso una vicenda che sembrava giunta al capolinea.
«Spaesati»
«Confesso che siamo un po’ spaesati, perché sembrava che ormai il percorso fosse delineato – spiega – addirittura dal 31 dicembre dell’anno scorso le concessioni erano in regime di vacatio, nel senso che erano considerate formalmente scadute anche se era stato concesso un anno di tempo per organizzare le aste. Il fatto che adesso si proroghi al 2027 le concessioni cambia ovviamente lo scenario. Da un certo punto di vista è positivo, non dovremo più affrontare la questione con l’assillo dell’urgenza. Anzi: prendiamo atto della nuova scadenza grazie alla quale potremo prenderci tutto il tempo che serve per procedere alle gare».
Le procedure
Significa che vengono sospese le procedure che erano state avviate nei confronti dei dodici stabilimenti balneari che non avevano presentato il cosiddetto atto formale, ovvero l’atto che consente il rinnovo della concessione per un determinato numero di anni in base a una serie di investimenti effettuati in passato. I dodici bagni sono: Biancamano, Bucintoro-Primavera, Conte Grande, Cristallo, Gioia, La Vela, Ninetta, Oceano, Patrizia I, Sirio, Suisse Argentina, Venezia. Sospese le procedure anche per le altre concessioni non balneari, che riguardano quattro locali: Gran Mercato Cristallo, LidoMare, Locale commerciale Dell’Amico, Malfatti M.
E ora?
«A questo punto – sottolinea Pierucci – cercheremo di avviare un percorso condiviso con gli altri Comuni per poter procedere tutti di pari passo. Anche perché il decreto legge emanato ieri non risolve molte delle questioni che avevamo posto: non si chiariscono regole, meccanismi, procedure da seguire. Sono sbalordito di fronte a questo balletto continuo che non ha più grande senso, a questo saliscendi che rimette in discussione decisioni già prese. Ripeto: è una situazione che mi lascia perplesso, perché questo percorso avrebbe dovuto essere più lineare».
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