Sicurezza
Pietrasanta, addio a Giovanni: il “vigile” del centro dal cuore buono
Immancabile e amata presenza di piazza Duomo
PIETRSANTA. Giovanni Verona, scomparso all’età di 62 anni, era una persona speciale.
E lo era perché con il suo modo di essere, con la sua ingenuità d’approccio cristallina, pura, rendeva gli altri, tutti noi, persone speciali. E forse, nei momenti in cui lo incontravamo scambiando qualche chiacchiera, probabilmente anche persone migliori. Aveva due grandi passioni Giovanni Verona: la prima era quella di “vigilare” in qualche modo, su quel centro storico dove gravitava ogni ora, ogni giorno. Una volta indossato il suo berretto della polizia locale cominciava infatti a controllare le strade e le piazze rimbrottando chi ignorava le regole transitando o parcheggiando là dove non era consentito, richiamando, ai tempi del Covid, all’uso della mascherina, invitando i proprietari dei cani a rimuovere i bisogni lasciati dai loro animali lungo le vie.
Ma erano appunto rimbrotti accennati, in scia a mezze parole sospese fra modi educati e sorrisi in risposta.
Un buono che odiava la violenza
Perché Giovanni Verona era un buono. Profondamente buono. Soffriva nel vedere le persone discutere, agitarsi, litigare, scontrarsi. E lo faceva notare, lo evidenziava, con quei suoi modi così surreali e così unici. Non sopportava infatti alcun genere di violenza: verbale e men che meno fisica. Ed è stato bello e significativo il gesto della polizia municipale che ha donato, nella giornata di ieri ai familiari, un cappello di servizio poi posizionato all’interno della sua bara. La seconda passione di Giovanni Verona era la Juventus: se volevi provocare una sua reazione bastava gridargli un “forza Milan” che lui subito rispondeva gridando ancora più forte quel “forza Juve” come un mantra. E quando i bianconeri perdevano, l’umore al primo approccio non era solitamente dei migliori. Anche se tutto poi svaniva nel breve volgere di pochi istanti.
Giovanni Verona non stava bene da qualche tempo: si vedeva sempre meno passeggiare in piazza Duomo, così come non lo trovavi più seduto ai tavolini dei bar da dove solitamente monitorava il passaggio di persone e mezzi. Non stava bene, ma è stato accompagnato e non solo nel suo ultimo percorso di vita, con straordinaria vicinanza dalla sua famiglia: il fratello Fabrizio, la cognata Silvia e la nipote Serena. Una famiglia che ha saputo supportarlo nel divenire degli anni, garantendogli, però, al tempo stesso la possibilità di vivere in piena libertà le sue giornate. Ecco perché la morte di Giovanni Verona, lunedì scorso nel breve volgere di poche ore, ha accomunato nel dolore giovani e anziani che hanno voluto dedicare un pensiero, una carezza, un ricordo all’amico. E che questo pomeriggio, alle 16, saranno in Duomo per un ultimo abbraccio a chi, con semplicità e purezza di modi, ha arricchito la vita di tante persone.
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