Il Tirreno

Versilia

Dibattito sotto l’ombrellone

Forte dei Marmi, divertimento o riposo? Da Villa Bertelli ai bagni, come si è trasformata l’estate della Versilia (con polemiche)


	Fuochi d'artificio in spiaggia
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Fuochi d'artificio in spiaggia

L’eterno dilemma: chi concepisce la bella stagione come divertimento senza freni e chi come riposo assoluto

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FORTE DEI MARMI. Puntuale come le zanzare, il caldo, e le meduse in mare, Forte dei Marmi si scopre cittadina rumorosa e invivibile. L’ultima occasione sono i primi concerti stagionali a Villa Bertelli, con i social pronti a mostrare foto di gente in fila o bivaccata davanti ai cancelli, le auto in processione in cerca di un parcheggio e così via. Una villeggiante che abita nei paraggi ha voluto anche sottolineare tutti i suoi disagi con una lettera al giornale.

I social

E non è tutto, i social traboccano quest’anno di Lamborghini verdi (chissà poi perché solo quelle) che rombano a ogni ora del giorno e della notte sulle strade di contorno alla Ztl; i tamburini di qualche contrada si esercitano alla sera spandendo con il vento fino al mare i battiti ritmati dei lori tamburi; gli echi dei fuochi artificiali che hanno sminuito quelli istituzionali di Sant’Ermete, sono ormai come il dessert dopo cena, basta aspettare verso le 11, mezzanotte ed ecco che qualche bagliore, e l’inevitabile e inconfondibile scoppio si palesa da qualsiasi direzione. E soprattutto, l’Alpemare di Andrea e Veronica Bocelli, con le sue feste glamour e musicali sulla spiaggia, fanno irrigidire i cultori del tipico stabilimento balneare di Forte in cui si tutela la privacy e il riposo del cliente.

L’eterno dilemma

In realtà tutto questo si può ricondurre all’eterno dilemma fortemarmino tra chi concepisce l’estate come divertimento senza freni e chi come riposo assoluto, magari confortato dalle comodità di una bella villa con piscina. Anni fa, forse, l’amministrazione comunale metteva più impegno sulla tutela dei rumori, c’era perfino uno striscione “Zona del silenzio” dalle parti del centro, e dalle 13 alle 17 (se non andiamo errati) era vietato girare con i motorini e le moto che all’epoca erano considerati i veicoli più rumorosi.

Oggi sono solo ricordi dei più vecchi, ma oggettivamente sarà difficile tornare indietro. I pubblici esercizi un tempo chiudevano in serata, oggi possono arrivare per legge fino alle sei del mattino ed inevitabilmente qualche cliente che la tira lunga arriva. I bagni si occupavano di balneazione e tutt’al più, se eri fortunato, c’era qualche vecchia bagnina che all’una ti faceva assaggiare due acciughe fritte per il marito, ma dovevi sbrigarti perché c’erano solo quelle. Oggi gli stessi bagni sono tutti o quasi tutti ristoranti di lusso con intrattenimento, e ovviamente ognuno declina queste sue caratteristiche ed offerte nel modo che ritiene più opportuno.

Tende e ombrelloni

Tant’è che un amico faceva osservare, nei giorni scorsi, che i parcheggi degli stabilimenti balneari sono spesso più affollati la sera, specie nei weekend, che durante il giorno, e in effetti tende e ombrelloni prenotati a parte, di gente sull’arenile non se ne ne vede più come una volta. Preferisce vivere la spiaggia come ritrovo serale e questo è un fatto. E che dire perfino del servizio raccolta rifiuti? Un tempo aveva i mezzi elettrici per non far rumore, oggi passano dei bei camion tutt’altro che silenziosi, così come un tempo le foglie e le cartacce venivano ramazzate a mano dai marciapiedi, mentre oggi c’è il soffione, talvolta usato appena fa giorno, a ricordarci che la tecnologia ha le sue leggi. È dunque un fatto che Forte ha preso questa direzione che ha i suoi pregi e i suoi difetti, e se ne volete un’ultima riprova basti dire che un tempo i vip qui facevano di tutto per vivere la vacanza in pieno anonimato. Oggi i loro succedanei si fanno direttamente i selfie ad ogni ora del giorno e della notte per presenziare le pagine dei social. Sono le nuove frequentazioni, il nuovo modo di fare turismo al Forte, che si è poco alla volta sostituito al vecchio e sonnolento Forte: chi anela ad un po’ di pace provi a fare come George Gershwin che diceva sempre: «Dove c’è rumore io sento musica».

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di Redazione web