Versilia, i ristoranti dicono basta ai clienti che danno buca: l’ultimo episodio e le misure per limitare i “no show”
A “La Tecchia” di Pietrasanta è saltata una prenotazione da 20: «Caparra obbligatoria e “black list” di chi lo fa per abitudine»
PIETRASANTA. L’ultimo episodio eclatante, in ordine cronologico, risale a giovedì scorso. «Telefonano per prenotare un tavolo per 20 persone. Lasciano il nome e ovviamente registriamo il contatto telefonico. Ma alle 22, l’orario fissato, non si presenta nessuno. E nemmeno più tardi. Una totale mancanza di rispetto e ovviamente anche un danno economico. Se abbiamo provato a ricontattarli? Si, ma non ti rispondono. Da adesso in poi, in determinati contesti, chiederemo caparra o carta di credito per la conferma del tavolo».
Una brutta tendenza
Una testimonianza sicuramente amara, quella che arriva dal ristorante “La Tecchia” di Porta a Lucca, ma che accomuna sempre più titolari di attività con vista sulle mura cittadine.
La tendenza, il cosiddetto “no show”, che vede clienti prenotare a pranzo o a cena e poi non presentarsi, senza avvisare del mancato arrivo l’esercente, sembra infatti andare sempre più di moda.
Le contromisure
Con i ristoratori che decidono di passare al contrattacco «perché non possiamo stare lì a farci prendere in giro e a subire danni economici da questa gente» è il mantra rilanciato nelle ultime ore. E quindi ecco arrivare la richiesta di una caparra per ogni commensale che prenota previa richiesta della carta di credito o ancora una sorta di “black list”del potenziale cliente da cui tenersi alla larga. «Una modalità, quella del prenotare un tavolo e poi non presentarsi sempre più diffusa. Ogni settimana registro infatti almeno due casi del genere – le parole di Andrea Focacci del “Vaticano” – Sono 10 anni che gestisco la mia attività e ho una lista di circa 300 persone che, avendomi’ regato senza alcun tipo di giustificazione una volta, da noi non torneranno a mangiare. Fino a quando si parla di un tavolo da 2-4 persone, lasci stare, ma quando cominciano a essere 10 o più persone che non si presentano, il danno è significativo».
Stefano Farnocchia, titolare del ristorante “Quarantuno” dopo l’ennesima prenotazione non rispettata ha deciso di affidarsi «alla caparra. Inoltrerò un link al cliente che per prenotare dovrà anticipare l’addebito sulla propria carta di credito. Di recente abbiamo avuto problemi anche con gli alberghi: chiamano, prenotano a cena per i loro clienti, ma questi non si fanno vedere. E se chiedi spiegazione all’albergatore di turno questo ti risponde che non può farci niente. Non è giusto».
La caparra
Fra i clienti furbetti ci sono anche coloro che decidono all’ultimo istante dove andare, e quindi prenotano in più ristoranti per lasciarsi aperta ogni possibilità. Surreale, ma così va. «Per contrastare il comportamento di queste persone che non hanno alcun rispetto per chi lavora, dovremmo fare come gli alberghi: chiedere o una carta di credito in garanzia. Non sarà semplice, la nostra mentalità non sembra accettarlo, ma all’estero funziona in questo modo da tempo. È l’unico deterrente a mio avviso possibile» il pensiero di Marina Paolelli della “Cenoteca”.
«Succede spesso anche da noi – sottolinea Raffaele Boischio de “La Locanda del Gusto” – prenotano e non si fanno vedere: sui tavoli da 2 a 4 persone puoi fare ben poco, ma sulle prenotazioni che passano gli alberghi sopra le 10 persone chiedo la carta di credito con caparra di 30 euro a persona. Non so quanto sia appropriato o meno, però non vedo altra soluzione. In caso contrario preferisco rinunciare alla prenotazione. E devo dire che questo fenomeno è purtroppo più diffuso fra i clienti italiani: gli stranieri vengono o non vengono a mangiare alla fine, infatti, pagano. Bisogna tutelarci» .
La piattaforma online
Filippo Di Bartola, titolare di “Filippo a Pietrasanta” da due anni a questa parte, proprio per attutire gli effetti negativi del “no show” si è affidato a «una piattaforma online dove appunto per prenotare ti inviamo un link e sei obbligato a lasciare una mail e i dati della carta di credito. Così facendo le mancate presenze sono crollate. È anche vero che sempre così facendo perdi alcuni clienti che non lasciano volentieri la carta di credito: poco male, i coperti sono soldi per noi ristoratori. Con le disdette all’ultimo istante rischi infatti di perdere l’incasso della serata. Ma è soprattutto una questione di rispetto».
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