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Spiagge all’asta, balneari sul piede di guerra: «Subito un atto dal Governo». Lo sciopero degli ombrelloni? Versilia divisa

di Donatella Francesconi
Spiagge all’asta, balneari sul piede di guerra: «Subito un atto dal Governo». Lo sciopero degli ombrelloni? Versilia divisa

Francesco Verona: «La proposta di protesta lanciata dal Sib sulla nostra costa è improponibile»

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VIAREGGIO. Risuonano anche lungo la costa della Versilia le parole di Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe/Confcommercio, che giovedì ha tenuto a Roma l’assemblea nazionale straordinaria: «Quando chiuderà il Parlamento per la pausa estiva, se non sarà stato varato un provvedimento legislativo chiarificatore della questione concessoria, chiuderemo gli ombrelloni di tutta Italia», ha dichiarato Capacchione. Che aggiunge: «L'assemblea nazionale del Sib, preso atto della pericolosa situazione che mette in rischio migliaia di posti di lavoro e la stessa immagine turistica dell’Italia, ha deciso di continuare la mobilitazione della categoria con una pluralità di iniziative sindacali che si svolgeranno nelle prossime settimane, compresa la chiusura degli ombrelloni in tutta Italia, qualora si dovesse arrivare alla pausa estiva dei lavori parlamentari senza che sia stato emanato alcun provvedimento che colmi l'attuale vuoto legislativo fonte di caos amministrativo».

Dal fronte degli stabilimenti balneari di Viareggio, il presidente Tommaso Magnani, interpellato dal Tirreno in merito alla protesta annunciata , risponde: «Non abbiamo ancora avuto il tempo per riunirci per decidere. Sia a livello locale che – a maggior ragione – a livello versiliese».

Dalla spiaggia della Marina di Levante, a Viareggio, il presidente del Consorzio dei balneari Cristiano Pezzini, dichiara: «Non sono certo un crumiro e non è certo un problema tenere gli ombrelli chiusi una giornata. C’è disillusione tra noi. Non siamo riusciti a fare leva sul nostro Governo con i nostri sindacati. E siamo stati portati per il naso fino a oggi. In questi giorni di estate i clienti ci chiedono “che succede?” e noi rispondiamo “boh”».

Dalla spiaggia di Lido di Camaiore si leva la voce di Marco Daddio, presidente dei balneari lidesi: «Sicuramente ci sarà una adesione forte alla iniziativa di protesta lanciata dal Sib, vista la latitanza del Governo nel momento attuale». Daddio lascia aperto uno spiraglio di speranza: «Confidiamo comunque che prima della chiusura dell’attività estiva parlamentare ci sia una risposta forte e concreta da parte del primo ministro».

Francesco Verona è il presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta: «L’umore non è dei migliori. La proposta di protesta lanciata dal Sib, sulla nostra costa è improponibile: l’accesso agli stabilimenti balneari non può essere chiuso. E qui non abbiamo gli ombrelloni, ma le tende che è impossibile chiudere». Il giudizio di Verona sull’azione della politica italiana è duro: «Non c’è nessun accenno di soluzione. Sono tutti ancora presi dalle elezioni europee e si stanno assicurando i posti a Bruxelles. Ci sono al massimo 15 giorni da qui alla chiusura del Parlamento prima delle ferie estive: la vedo dura che facciano qualcosa».

Settembre si avvicina e i balneari della Versilia, non appena chiuse le spiagge, dovranno affrontare le evidenze pubbliche che il Comuni sono chiamati a bandire. «L’ho raccontato alla clientela», prosegue Verona: «Loro hanno paura di non avere più lo stabilimento familiare com’è ora e che frequentano da una vita. Certo non sarà più una vacanza come erano le precedenti e sappiamo che qualcuno potrà scegliere altri lidi. È un aggravio notevole per tutto il turismo».

E sette sigle del settore balneare hanno scritto una lettera aperta a Governo chiedendo «una riunione di emergenza per superare lo stallo e tutelare gli oltre 300mila lavoratori negli stabilimenti d’Italia».

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