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Il caso

Caos docce sulla spiaggia, in Versilia scatta la rivolta dei turisti: cosa sta succedendo

di Donatella Francesconi

	Ancora caos docce sulle spiagge della Versilia
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Ancora caos docce sulle spiagge della Versilia

Il punto della situazione con i presidenti della associazioni balneari di Viareggio e della Versilia, da mesi alle prese con il “rebus”

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VIAREGGIO. L’idea di bloccare l’acqua negli stabilimenti balneari e proibire l’uso di docce e lavandini nel mese di luglio, scrive al Tirreno «un turista che pensa di non tornare» sembra «una eccellente idea per mandare i turisti verso altri lidi». Un’altra email arrivata in questi giorni testimonia: «Dal Molo all'orologio saranno sì e no 4 o 5 bagni ad averle. Alcuni hanno la doccia, ma non è attaccata; altri non hanno niente; altri fanno usare l'acqua da una gomma tipo annaffiatoio». E c’è anche chi ha trovato le docce sulla spiaggia di nuovo in funzione dopo il recente provvedimento della Regione (che pareva risolutivo) per poi scoprirle di nuovo inattive nel giro di pochi giorni senza avere capito come mai.

Il punto della situazione
Abbiamo fatto di nuovo il punto con i presidenti della associazioni balneari di Viareggio e della Versilia, da mesi alle prese con il rebus docce sulla spiaggia. «Il caso a docce riattivate e poi richiuse, per quanto posso capire, si giustifica con la solidarietà che alcuni (più fortunati) balneari vogliono dimostrare verso i colleghi che non possono ancora fornire questo servizio ai propri clienti per meri ritardi burocratici», spiega Tommaso Magnani, presidente dei balneari viareggini. Che prosegue: «Ricordo infatti che il protocollo Asl per l'attivazione delle docce con acqua di pozzo è recentissimo ed è stato fornito con grande ritardo rispetto ai tempi di apertura della stagione balneare. Il protocollo prevede analisi di laboratorio delle acque, con la conseguenza che l'enorme richiesta (e concentrata nel tempo) di analisi non può essere soddisfatta dai pochi laboratori presenti in zona. I ritardi sono inevitabili».
La soluzione alternativa
L'alternativa, sottolinea Magnani, «sarebbe l'utilizzo dell'acqua potabile per lavapiedi e docce sul mare: soluzione che è stata apertamente sconsigliata dalla stessa Gaia SpA, perché provocherebbe uno spreco di risorsa preziosa quando l'acqua potabile è già carente a causa dell'elevata richiesta in alta stagione». Gli stabilimenti balneari – sottolinea Magnani – «al momento forniscono comunque il servizio di doccia con acqua potabile, ma non sulla riva del mare. Le poche eccezioni “fuori dal coro” non fanno testo».
Marina di Pietrasanta e Lido
Se a Marina di Pietrasanta – così la risposta del presidente dei balneari Francesco Verona – «quasi tutte le docce sulla spiaggia funzionano», il quadro è molto diverso a Lido di Camaiore. Dove il presidente dei balneari, Marco Daddio, riassume la situazione della categoria esasperata sulla questione docce: «La maggior parte dei bagni è ancora senza docce sulla spiaggia. C’è chi ha concluso l’iter amministrativo per regolarizzare i pozzi, ma c’è anche chi non ha ancora ricevuto l’ispezione necessaria. E c’è anche chi ha ancora i pozzi sotto sequestro. I clienti protestano, è vero, ma dovrebbero andare a protestare con la Regione Toscana. Per rendersi conto di quale sia la situazione in piena estate, è sufficiente sapere che io annaffio i fiori utilizzando l’acqua potabile». Non pervenuta, infine, la situazione dei bagni a Forte dei Marmi.

 

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